Liberiamoci dalla precarietà, la vita non aspetta

di aldocimmino

I dati Istat parlano chiaro. L’occupazione è in calo dello 0,3% o, il che è lo stesso, sale la disoccupazione e si attesta all’8,4%. Sebbene il tasso record resti quello del 2010 (circa l’8,7%) i dati certo non sono rincuoranti. A farne le spese sono soprattutto i giovani. L’istat ha calcolato, infatti, che il tasso di disoccupazione dei giovani, tra 15 e 24 anni, è del 29,8% con picchi nel Mezzogiorno. Sono dati insostenibile che dimostrano quanto poco o niente si sta facendo dal punto di vista delle politiche del lavoro. E le politiche del lavoro non sono solo finalizzate all’aumento dell’occupazione, e di un’occupazione che sia dignitosa e rispettosa dei diritti umani ma, se per un istante volgiamo l’attenzione alle problematiche del Mezzogiorno, ci accorgiamo che le politiche del lavoro al Sud sono innanzitutto politiche antimafia. Significa togliere il terreno fertile alle mafie. Cercare di investire in formazione e sviluppo, e di conseguenza ampliare il mercato del lavoro. Significa coinvolgere i giovani e allo stesso tempo decimare gli eserciti della manovalanza mafiosa. Dunque c’è una precisa responsabilità del Paese. Se il Ministro Maroni proclama che questo è il governo che, più degli altri ha fatto contro la mafia, allora dovrebbe tenere conto di questi dati. Perchè se da un lato si sono assottigliate le liste dei più pericolosi latitanti, dall’altra si sono ingrossate quelle dei giovani disoccupati e precari.

Una responsabilità che lo Stato non può permettersi visto che ancora dilaga la corruzione, ancora prosperano le mafie e il rischio che le fasce deboli vengano, da queste, intercettate è altissimo. Ecco perchè in Campania, come nel resto d’Italia, studenti, precari, ricercatori, disoccupati scendono in piazza il prossimo sabato 9 aprile, perchè “il nostro tempo è adesso e la vita non aspetta”…non aspetta le scelte ignoranti e criminali di potenti che non hanno a cuore le sorti dello Stato.

http://www.ilnostrotempoeadesso.it/

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