Osservatorio sui beni confiscati

di aldocimmino

Quarto, il silenzio dell’amministrazione su Via Marmolito

Tra bonifiche e scandali salta fuori che il sottosuolo dell’ex Cementificio è ancora “un grosso punto interrogativo” anche per gli stessi amministratori comunali

 Un atteggiamento omertoso dell’ amministrazione e dell’Ente Comune di Quarto avvolge l’impianto di Via Marmolito. Nessuna notizia, pubblica e pubblicabile ovviamente, siamo riusciti ad ottenere pur protocollando regolari richieste di copia degli atti in possesso dell’amministrazione comunale di Quarto. Era nel nostro diritto farlo, un diritto che la legge tutela direttamente (legge 241 del 1990 che disciplina il procedimento amministrativo e l’articolo 10 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali). Dunque il principio della cosiddetta trasparenza degli atti amministrativi, non è certamente applicato dai capi delle sezioni tecniche del comune di Quarto. Sin dall’inizio avevamo chiesto documenti che potessero accertare la realizzazione, sul terreno dell’ex Cementificio, delle opere di bonifica e rimozione di rifiuti anche pericolosi come lastre d’amianto. Lo sgombero dell’area dai rifiuti è in parte evidente, fermo restando che l’area è soggetta a continui e indiscriminati scarichi di rifiuti di ogni genere (ricorderanno i lettori quanto pubblicammo il mese scorso). Nulla si sa invece sullo stato del sottosuolo di Via Marmolito. E il primo a “non saperlo” sembra essere proprio il comune di Quarto, nonostante abbia approvato un piano di riutilizzazione sociale del bene che prevede la realizzazione di una piscina comunale di circa 30 metri.

Appare davvero strano come si possa approvare un progetto del genere senza neanche sapere se ci sono i presupposti di fattibilità ambientale. Ma lapidaria, a tale proposito, è stata la risposta del capo sezione Ambiente, dott. Franco Angari, che ha detto «quando sarà realizzato il progetto, saranno effettuati anche i relativi controlli». E se questi controlli dovessero essere negativi rispetto alle finalità progettuali già finanziate? Tutto questo dunque toglie ogni dubbio, in quanto, le risposte di questo funzionario sono rivelatrici del fatto che i controlli del sottosuolo non sono stati mai eseguiti, che seppure fossero stati effettuati accertamenti di questo tipo, «attualmente l’amministrazione non dispone di questi documenti, che dovrebbero al massimo essere ricercati presso l’organismo del commissario straordinario di Governo alle bonifiche che però ha cessato la sua attività nel 2008» (sono ancora parole del dott. Angari). Ancor più grave è l’affermazione del capo sezione Ambiente di non essere a conoscenza delle attività di controllo e caratterizzazione ambientale che sono state svolte sul sito di Via Marmolito.

Specialmente se si considera che il Comune, in quanto ente locale al quale viene trasferito “nello stato di fatto e di diritto in cui si trova il compendio immobiliare sito in agro di Quarto”, cosi come risulta dal verbale di consegna a firma dei rappresentanti del comune, dr. Ferdinando Guarracino e il geometra Aldo Cascone, deve essere a conoscenza di tutte le attività che vengono svolte, anche se compiute da terzi. Inoltre non sembrano collimare, con le dichiarazioni del dott. Angari, le prescrizioni, datate 14 Novembre 2008, che il dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli2 inoltrava all’amministrazione comunale. Prescrizione che richiedevano monitoraggi ambientali e comunicazione dei risultati ottenuti. Dunque non trova alcuna giustificazione questa inconsapevolezza con la quale l’amministrazione si sta muovendo. Gli unici incartamenti mostratici dal comune attestano quanto svolto dalla società “Jacorossi Imprese S.p.a.”. Attività cioè di bonifica, prescritte tra le altre cose dalla legge che individua i “Sin” (siti di interesse nazionale) tra questi appunto il litorale flegreo, consistenti in asporto dei rifiuti compresi quelli in amianto, e la successiva riconsegna dell’area al Comune di Quarto.

La storia di questi interventi comincia con una serie di prelevamenti, effettuati dalla stessa “Jacorossi”, di campioni dei vari manufatti e rifiuti presenti sul terreno di Via Marmolito, almeno da quanto risulta dai documenti in possesso del Comune. Questi prelievi furono poi fatti analizzare, nel novembre 2008, dalla S.C.A.R. srl (studio chimico di analisi e ricerca, con sede nella provincia di Caserta) che attesta come pericoloso il materiale esaminato secondo la vigente normativa. Successivamente comincia l’azione di classificazione e di trasporto dei materiali da parte della “Jacorossi”, interventi che sono datati a partire dal 26 agosto 2008 fino al 13 febbraio 2009. Data, quest’ultima, che vede la realizzazione di ulteriori attività di asporto da parte della società Astir che non sarebbe altro che una nuova denominazione della società ex Recam. Date significative in considerazione del fatto che proprio il 7 aprile 2009 scoppiava lo scandalo “Jacorossi”. Quest’ultima infatti è stata coinvolta, nelle persone dell’imprenditore  Ovidio Jacorossi (allora presidente pro-tempore della società), e Michele Giustozzi (allora vicepresidente pro-tempore della stessa società), nelle inchieste della Procura di Napoli sulla gestione dei fondi pubblici legati alle bonifiche, dei litorali Domizio e Flegreo e dell’ Agro Aversano.

Opere che vedevano impegnata in prima linea proprio la “Jacorossi S.p.a.”. Uno scandalo che poteva essere quantificato in circa 60 milioni che la società vantava nei confronti della Regione Campania. Per opere che non si conoscono. Attualmente tutte le carte sono state trasmesse, dalla Procura di Napoli, alla Corte dei Conti. Dopo l’archiviazione richiesta dai pubblici ministeri, infatti, sembra che nell’atto transattivo, che chiude il contenzioso tra Jacorossi e Regione, siano derivati incrementi di costi e ricorsi a subappalti adesso al vaglio della magistratura contabile. Tutto questo mette certamente in luce un modo assai discutibile di amministrare la cosa pubblica, soprattutto di amministrare e gestire i beni confiscati alla camorra.

Pubblicato sul n 40 de “L’Iniziativa” mensile di approfondimento e informazione indipendente dell’area flegrea, febbraio 2011

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