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…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Tag: castelvolturno

Castel Volturno: a “Casa di Alice” la legalità si veste d`Africa

by aldocimmino

Osservatorio permanente sui beni confiscati alla camorra. Pubblicato su http://www.liniziativa.net

Tessile ed economia partecipata: un bene confiscato diventa sartoria sociale

foto di Daniele Rippa

Castel Volturno, Viale del Correggio. Uno di quei posti che potrebbe essere facilmente bollato come “dimenticato da Dio”. E invece, al civico 13, in una villetta confiscata alla camorra, oggi si alimentano sogni. È la “Casa di Alice”, costola della ben nota associazione “Jerry Essan Masslo” guidata dall’ex sindaco di Casal di Principe Renato Natale, e da anni impegnata sul fronte dello sfruttamento camorristico di immigrati. I sogni, nella “Casa di Alice”, sono tangibili e hanno la consistenza di stoffe pregiate, provenienti dall’Africa, e i colori di quelle terre a sud del mondo. Il bene confiscato, infatti, è riutilizzato socialmente dal 2010 ed è sede di una sartoria sociale che produce abiti e gadget.

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Il riscatto della memoria nelle “Terre di don Peppe Diana”

by aldocimmino

Don Ciotti, «è una strategia criminale depistare e creare il sospetto»

 

don Giuseppe DianaDopo le dichiarazioni dell’onorevole Gaetano Pecorella, Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e la società civile si sono mobilitate per difendere, la memoria del sacerdote anti-camorra.

Nuovamente, dopo quindici anni dalla sua uccisione, don Giuseppe Diana è stato l’oggetto del dubbio, questa volta della “buona” politica che tanto si interessa di fare piena luce sugli omicidi della camorra.

Pecorella, difensore di Nunzio De Falco, uomo che è stato condannato a dodici anni come mandante dell’omicidio di don Diana, dopo quindici anni, chiede che venga accertato il movente di quell’omicidio. “E’ stato ucciso per donne o per armi” scriveva allora, certa stampa locale di Caserta.

Ora è stato ripreso lo stesso filone che certo dimentica che don Diana è stato assassinato per il suo impegno anti-camorra e per non aver mai taciuto di fronte alla violenza dei segni e del linguaggio camorristico nelle terre di Casal di Principe.

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