VOGLIOURLARE

…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Tag: 25 aprile

“Resistere, resistere, resistere”, oggi come ieri

by aldocimmino

L’Antifascismo. Questa parola indica una componente gentica della nostra Democrazia. La nostra Carta Costituzionale si genera proprio da quell’esperienza che ha portato tantissimi partigiani alla morte e alla gloria. L’Antifascismo è qualcosa di concreto e reale che, a distanza di 68 anni, ancora lo si può percepire perchè principio ispiratore di tutto il nostro assetto costituzionale ed istituzionale. Ma oggi è necessaria una grande sensibilità. Quell’8 settembre 1943 rappresenta l’inizio della fondamentale esperienza della Resistenza che terminerà il 25 aprile 1945 quando i partigiani liberarono Milano e Torino dall’occupazione nazifascista. Non è solo un momento storico di fondamentale importanza, dal quale trarre la genesi di tutto il nostro essere Stato di diritto e democratico, o almeno cosi dovrebbe essere. Ma si tratta di soffermarsi sullo spirito della Nazione Italia.

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La Resistenza ieri, oggi e domani

by aldocimmino

Il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre, anche quelle fatte da volontari, […] è stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento civile“. Cosi Piero Calamandrei, in un suo discorso che tenne nel 1955, sottolineava l’importanza della Resistenza sulla quale si costruì la nuova vita della nazione risorta alla democrazia. Nonostante i reiterati attacchi alla memoria storica del nostro paese, il 25 aprile continua ad essere il giorno della Liberazione dalla forze nazi-fasciste. Un movimento che in molte occasioni nacque spontaneamente come moto di sdegno e allo stesso tempo atto d’amore civile. L’ultimo attacco lo scorso marzo. Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, aveva “dimenticato” di inserire la Resistenza nei programmi didattici, per l’ultimo anno dei licei.

Dal fascismo alla crisi del ’29, passando per il nazismo fino alla shoah, ancora la guerra fredda ma la Resistenza, neanche impegnandosi a leggere fra le righe, non compare. D’altronde con tutte le cose a cui deve badare il Miur, ed il suo capo, poteva mai “ricordasrsi” della guerra partigiana? I partigiani? La Resistenza? Ma cosa importa e a chi importa, dare il dovuto rilievo ( e anche il dovuto rispetto) a quel fatto storico che ha posto le basi della nostra Repubblica e della nostra Costituzione? 

A chi importa raccontare che la nostra democrazia s’è fatta sul sangue dei partigiani che l’hanno protetta? Decisamente l’amore (l’ignoranza e l’approsimazione) vince sull’odio (cultura e approfondimento).

Senza tener conto che la Resistenza è uno di quei periodi storici che ancora conservano l’anima politica e civile di quanto accadde. Ancora è un monito, specialmente nella recente realtà storica in cui versa l’Italia, riseptto ad una pericolosa deriva del senso delle istituzioni e del cittadino, nonchè del ruolo della società civile, in breve una deriva della democrazia. La Resistenza ha voluto significare, innanzitutto, presa di coscienza e dunque di responsabilità.

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