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…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Tag: don peppe diana

Un pugno di magliette rosse nell’ex villa del boss

by aldocimmino

A San Cipriano d’Aversa penultima tappa del Festival dell’Impegno civile con i volontari di “E!state Liberi!”

Via Ruffini. San Cipriano d’Aversa. Un pugno di magliette rosse nell’ex villa del boss, oggi sede della cooperativa sociale Agropoli Onlus. Questo lo scenario che ha fatto da sfondo alla penultima tappa del Festival dell’Impegno Civile. L’unica rassegna in Italia, che si svolge interamente nei beni confiscati della provincia di Caserta, si è intrecciata, ieri, con le testimonianze creative dei volontari di Estate Liberi, che anche questa estate, hanno deciso di impegnarsi nei campi estivi sui beni confiscati organizzati da Libera. Cosi quella villa di provenienza illecita, quel bene confiscato alla camorra, quel fabbricato che è segno di chiusura e isolamento di un territorio violentato dalla criminalità organizzata, diventa luogo di aggregazione e condivisione. Proprio in quella villa, dimora del boss, si sono incontrati giovani provenienti da ogni parte d’Italia, disabili e gruppi musicali che si sono esibiti sul piccolo palco allestito nel giardino della villa. Nella stessa giornata di ieri  è stato anche presentato il libro “I volti di Gomorra” di Nicola Baldieri.

Un volume, che raccoglie le fotografie del giornalista e che ritraggono, tra le altre cose, i volti dei camorristi all’atto dell’arresto da parte delle forze dell’ordine. Per l’occasione erano presenti, tra gli altri, soprattutto giornalisti delle “Terre di don Peppe Diana” come Michele Docimo, giornalista di “Notizie Migranti”, Marilena Natale, giornalista della “Gazzetta di Caserta”, Tina Palomba del Corriere di Caserta. Ma anche Paolo Esposito di “Caffè News” e la giornalista de “Il Mattino”, Tina Cioffo. Rappresentanti della stampa, dunque, che hanno preso parte alla tavola rotonda anche per ribadire il ruolo fondamentale dell’informazione nella lotta ai clan.

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Caserta, sotto assedio l’antimafia sociale

by aldocimmino

Dalla revoca degli impegni comunali agli atti vandalici, Libera Campania risponde agli attacchi all’uso sociale dei beni confiscati

Tutti a Difesa (di) Casale. Questo il nome dell’iniziativa realizzata da Libera Campania, d’intesa con il coordinamento di Libera Caserta. Con un gioco di parole, l’iniziativa è stata l’occasione per invitare cittadini, ma soprattutto, istituzioni a prendere posizione su alcuni fatti molto gravi. Fatti che hanno rappresentato, nel casertano, veri e propri attacchi all’antimafia sociale verificatisi in questi ultimi tempi. L’iniziativa si è svolta proprio nei pressi di un terreno confiscato a Casal di Principe, che oggi, grazie all’impegno della cooperativa Eureka, è stato convertito in coltura biologica. Si è partiti da questo terreno, intitolato ad Antonio Di Bona, agricoltore e vittima innocente della criminalità organizzata, che da ultimo, solo per ordine temporale, è stato oggetto “dell’attenzione dei soliti ignoti”. Tagliati i tubi dell’irrigazione e riempiti di colla i lucchetti di recinzione del cancello di ingresso. Atti che non possono essere definiti semplicisticamente vandalici ma che il procuratore aggiunto della Direzione Distruttale Antimafia, De Raho, non esita a definire “atti di gravità senza pari”.

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“Le Terre di Don Peppe Diana – Libera Terra”, il seme della passione civile

by aldocimmino

Pubblicato il bando per la selezione di cinque figure professionali che costituiranno la cooperativa sociale.

È sempre più una realtà concreta quella della prima cooperativa di Libera Terra in Campania. È stato infatti pubblicato un bando per la sua costituzione che porterà il nome del sacerdote ucciso dalla camorra a Casal di Principe nel ’94.

Cinque le figure professionali richieste per “Le Terre di Don Peppe Diana – Libera Terra”; dall’operaio agricolo al casaro e dall’agronomo al responsabile del prodotto per rendere produttivi circa ottantotto ettari di terreno, distribuiti nei comuni di Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Pignataro Maggiore e Teano.

Ettari che si apprestano ad essere sempre più il simbolo del riscatto sociale.  I terreni, che sono appartenuti alla camorra, ospiteranno la produzione, lattiero – casearia e agroalimentare, della nascente cooperativa. Quelle stesse zolle di terra, che hanno permesso una facile e scontata etichettatura del casertano come “zona di camorra”, oggi appartengono alla società civile e alla comunità responsabile con l’obiettivo di valorizzarne le alte potenzialità economiche e sociali ma anche favorire le capacità, i talenti e le sensibilità locali.

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Nelle “Terre di Don Peppe Diana” si libera l’Impegno Civile.

by aldocimmino

Dal 19 al 21 giugno si avvierà la seconda edizione del Festival nei beni confiscati dell’agro aversano.

Ex masseria ZazaÈ stata presentata alla Camera dei deputati, la scorsa settimana, la seconda edizione del Festival dell’Impegno Civile che si terrà tra il 19 ed il 21 giugno prossimi sulle terre dell’agro aversano. Le terre di don Peppe Diana, il sacerdote barbaramente ucciso quindici anni fa dalla camorra a Casal di Principe, ospiteranno la festa nei beni confiscati alla criminalità organizzata, promossa dal Comitato don Peppe Diana e dall’asociazione Libera. Proprio quei beni, prima simbolo di un potere economico e politico criminale e violento, saranno laboratori di idee e di progetti che alimenteranno in modo significativo l’azione di antimafia sociale. Quello del Festival è quindi un percorso che continua e non si ferma e che ha visto diverse ed importantissime tappe realizzarsi sui territori del casertano; il 19 marzo scorso, a Casal di Principe, nel quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana, i continui corsi di cittadinanza attiva (l’ultimo sul giornalismo di inchiesta) ma anche la importantissima costituzione, tra Cancello e Arnone e Castelvolturno, della prima cooperativa “Terre di don Diana”, dove sui svolgerà anche il prossimo campo di volontariato sui beni confiscati, che produrrà la “mozzarella giusta” e sarà risorsa lavorativa alternativa a quella della camorra. La sede della cooperativa sarà ospitata nell’ex masseria Zaza di Castelvolturno. Il Festival sarà l’occasione per aprirà alla collettività i beni confiscati nell’agro aversano ma anche l’occasione di porre le basi di una comunità alternativa e basata sulla cultura ed il lavoro.  «La mattina di giovedì 19 giugno – ricorda infatti Pietro Nardiello, direttore artistico del Festival – quando avverrà la pulitura e la semina dei terreni, rappresenterà un momento dall’alto valore simbolico e operativo perché, finalmente, i terreni che fino a qualche tempo fa sono appartenuti alla camorra saranno veramente restituiti alla collettività». L’arte, la musica ed il teatro saranno i mezzi che veicoleranno i messaggi dell’impegno civile. «Si tratta di un festival che cresce anche dal punto di vista artistico – ricorda ancora Nardiello – visto che possiamo sottolineare come alcuni attori e cantanti hanno preferito presentare  proprio da noi le loro ultime produzioni: da Peppe Barra, che presenterà, con la prima tappa campana il suo disco, gli A 67 che presenteranno il loro video e Giulio cavalli che porterà in scena un testo scritto proprio per l’occasione dedicato a Don Peppe Diana».