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…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Tag: cosentino

La Direzione Nazionale Antimafia, camorra e rifiuti in Campania

by aldocimmino

Dal business dei rifiuti alle amministrazioni locali. L’analisi della procura nazionale antimafia racconta gli affari criminali dei clan in Campania prima e dopo l’arresto di Michele Zagaria, l’ultimo dei latitanti Casalesi catturato nel 2011

“È ormai manifesta una camorra che non solo mortifica le iniziative economiche che lecitamente si cerca di intraprendere in determinati territori a rischio di infiltrazione mafiosa, ma che con il suo agire determina effetti perniciosi per la salute della collettività.” Questa la sintesi della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia che fotografa la situazione campana.

Il consueto rapporto della Procura nazionale, quest’anno, traccia una descrizione assai composita di quello che la camorra rappresenta sul territorio campano, oltre le influenze che questa ha sia internamente che esternamente.

Ma un dato è finalmente lampante. Quello del business dei rifiuti. Un affare, quello dello smaltimento illecito, che la Procura Nazionale Antimafia non esita a definire come la principale fonte illecita di risorse economiche per la camorra che risulta essere l’unica vera organizzazione criminale operante in tale settore. Non solo; secondo la DNA la camorra è l’unica organizzazione criminale che tende al controllo del territorio non solo per gestire il circuito di smaltimento ma per renderlo “ricettacolo dei rifiuti”

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Politica e magistratura, un fantomatico scontro che dura dal ‘94

by aldocimmino

intervista a Gian Carlo Caselli, Procuratore Capo di Torino

Gian Carlo Caselli: «c’è il dilagare di un’insofferenza nei confronti della magistratura e della legalità che ha intaccato anche parte della politica»

«La cosa più imbarazzante è stato doverlo spiegare perfino a mia madre. A un certo punto ho fatto un po’ di fatica a convincerla che suo figlio, tutto sommato, era un persona per bene». Un aneddoto personale metafora di un assalto alla giustizia che in questi ultimi 18 anni ha cambiato gran parte della storia di questo Paese. Con questa premessa inizia il libro “Assalto alla giustizia” presentato il 17 gennaio a Napoli. In compagnia del procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, autore del libro (scritto insieme al figlio, il giornalista Stefano Caselli) ripercorriamo motivi e conseguenze di questo assedio alla toga, raccontato in prima persona dal magistrato.

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Cosentino, “no” della Camera all’arresto del deputato Pdl

by aldocimmino

Ecco come la sua presunta reggenza criminale interessa i territori flegrei, a partire dagli anni ‘80

Sale ancora il debito di giustizia dell’Italia. La Camera dei Deputati ha respinto giovedì 12 gennaio la richiesta d’arresto nei confronti del deputato del Pdl, Nicola Cosentino. Il provvedimento, che era stato inviato dal Gip Egle Pilla lo scorso 5 dicembre 2011, non ha convinto, per usare un eufemismo, i 309 deputati che hanno votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cosentino. E non è la prima volta che una richiesta di questo genere viene inoltrata al Presidente della Camera. Già nel Novembre del 2009 il Gip Raffaele Piccirillo inviava la richiesta di autorizzazione a procedere proprio nei confronti del deputato e coordinatore regionale campano del Pdl, nell’ambito di una più vasta inchiesta anche sulla società Eco4 s.p.a.

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Chi è Michele Zagaria, arrestato dopo 16 anni di latitanza

by aldocimmino

L’ultimo boss della camorra casalese è espressione di intrecci politico-affaristici che durano dal 1980

La cronaca

Casapesenna, 6.20 del mattino del 7 dicembre. Il piccolo comune casertano è invaso da uomini e mezzi delle forze dell’ordine. La notizia comincia a diffondersi. Arrestato Michele Zagaria. Dopo 16 anni di latitanza finalmente si conclude la storia criminale dell’ultimo boss casalese.“Mi arrendo, ha vinto lo Stato”, sono state le uniche parole del superboss che di cose da raccontare ai magistrati ne avrà sicuramente parecchie. Queste sue parole lasciano presagire ad una collaborazione sicura con lo Stato. In ogni caso il suo arresto mette la parola fine alla sua reggenza criminale.

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L’urlo imploso delle regionali

by aldocimmino

E le regionali urlano il nome di Caldoro, o forse quello di Cosentino. Ebbene si, il centro-destra, da oggi, governa la Regione Campania.

Considerazione amara soprattutto se si pensa che l’attuale presidente della regione non solo è espressione di una politica del fare decisamente discutibile, che non potendo offrire garanzie nella gestione del governo nazionale, ancor di meno potrà farlo nella gestione del governo locale.

Specialmente perchè, ed è l’aspetto più grave su cui riflettere,  questo futuro governo regionale si baserà su un sistema di potere che graviterà attorno alla figura di Nicola Cosentino. Diciamocelo, Caldoro è un presidente “fantoccio”. 

Dunque proprio lui, quel Cosentino che, per delle sue noie giudiziarie, lo stesso presidente della Camera, Fini, aveva detto essere impresentabile per queste regionali e che invece era stato definito da Mario Landolfi, vice coordinatore regionale del Pdl in Campania, indagato per corruzione e truffa con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan camorristico La Torre, il candidato ideale.

In effetti, uno che è indagato per concorso in associazione camorristica sembra avere tutti i requisiti per candidarsi a Presidente della Regione. E infatti Berlusconi non ce l’ha messo. Ha seguito il consiglio di Fini e l’ha messo a fare il sottosegretario, per giunta all’economia. 

Nell’ordinanza di custodia cautelare del 7 novembre 2009 il giudice scrive: “I rapporti di affinità familiare, comune estrazione territoriale e acclarata confidenza/gratitudine impediscono, allo stato, di ritenere credibili argomenti difensivi che siano incentrati sul tema dell’inconsapevolezza dell’indagato circa l’estrazione camorristica dei soggetti con i quali venne di volta in volta a relazionarsi“. E già perchè Nicola Cosentino, detto ” ‘O merican “, di frequentazioni ne ha avute parecchie e per svariate ragioni. Una per tutte, lo riferisce il pentito di camorra Gaetano Vassallo, le elezioni amministrative provinciali del 2005.

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