VOGLIOURLARE

…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Tag: casal di principe

Vandalizzato il Parco dedicato a don Peppino Diana

by aldocimmino

È il terzo episodio in un mese, il presidio di Libera a Casal di Principe invierà una lettera al prefetto

Scritte ingiuriose, panchine distrutte, un intero parco vandalizzato. Accade a Casal di Principe, nel casertano. Per la terza volta, in poche settimane, l’unico punto di incontro e socializzazione della città casertana, subisce i gesti vandalici di ignoti. Segnali inquietanti che offendono la memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. E si perché il parco, l’unico parco di Casal di Principe, è intitolato a Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. Non solo, ma accanto alla targa in memoria di Salvatore Nuvoletta, carabiniere anch’egli vittima innocente della criminalità camorristica, sono stati disegnati kalashnikov.

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Nelle “Terre di Don Peppe Diana” si libera l’Impegno Civile.

by aldocimmino

Dal 19 al 21 giugno si avvierà la seconda edizione del Festival nei beni confiscati dell’agro aversano.

Ex masseria ZazaÈ stata presentata alla Camera dei deputati, la scorsa settimana, la seconda edizione del Festival dell’Impegno Civile che si terrà tra il 19 ed il 21 giugno prossimi sulle terre dell’agro aversano. Le terre di don Peppe Diana, il sacerdote barbaramente ucciso quindici anni fa dalla camorra a Casal di Principe, ospiteranno la festa nei beni confiscati alla criminalità organizzata, promossa dal Comitato don Peppe Diana e dall’asociazione Libera. Proprio quei beni, prima simbolo di un potere economico e politico criminale e violento, saranno laboratori di idee e di progetti che alimenteranno in modo significativo l’azione di antimafia sociale. Quello del Festival è quindi un percorso che continua e non si ferma e che ha visto diverse ed importantissime tappe realizzarsi sui territori del casertano; il 19 marzo scorso, a Casal di Principe, nel quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana, i continui corsi di cittadinanza attiva (l’ultimo sul giornalismo di inchiesta) ma anche la importantissima costituzione, tra Cancello e Arnone e Castelvolturno, della prima cooperativa “Terre di don Diana”, dove sui svolgerà anche il prossimo campo di volontariato sui beni confiscati, che produrrà la “mozzarella giusta” e sarà risorsa lavorativa alternativa a quella della camorra. La sede della cooperativa sarà ospitata nell’ex masseria Zaza di Castelvolturno. Il Festival sarà l’occasione per aprirà alla collettività i beni confiscati nell’agro aversano ma anche l’occasione di porre le basi di una comunità alternativa e basata sulla cultura ed il lavoro.  «La mattina di giovedì 19 giugno – ricorda infatti Pietro Nardiello, direttore artistico del Festival – quando avverrà la pulitura e la semina dei terreni, rappresenterà un momento dall’alto valore simbolico e operativo perché, finalmente, i terreni che fino a qualche tempo fa sono appartenuti alla camorra saranno veramente restituiti alla collettività». L’arte, la musica ed il teatro saranno i mezzi che veicoleranno i messaggi dell’impegno civile. «Si tratta di un festival che cresce anche dal punto di vista artistico – ricorda ancora Nardiello – visto che possiamo sottolineare come alcuni attori e cantanti hanno preferito presentare  proprio da noi le loro ultime produzioni: da Peppe Barra, che presenterà, con la prima tappa campana il suo disco, gli A 67 che presenteranno il loro video e Giulio cavalli che porterà in scena un testo scritto proprio per l’occasione dedicato a Don Peppe Diana».

Frattamaggiore, in ricordo di Federico del Prete sindacalista ucciso dalla camorra

by aldocimmino

Auditorium Istituto "Filangieri" (Frattamaggiore)

Ancora un passo verso il 21 Marzo; ancora una vittima da ricordare, Federico del Prete ucciso a Casal di Principe il 18 Febbrio 2002. A sette annni dalla sua morte il sindacalista, originario di Frattamaggiore, viene ricordato in un incontro con gli studenti frattesi presso l’auditorium dell’Istituto tecnico commerciale “G. Filangieri”. Federico Del Prete è stato ucciso, per mano della camorra casalese, perchè aveva convinto i commercianti ambulanti a denunciare le tangenti che opprimevano i loro commerci e che venivano estorte da parte di un agente della polizia municipale. Il giorno prima della testimonianaza nel processo, il sindacalista viene freddato nella piccola stanza sindacale dove Del Prete aveva deciso di lottare contro la camorra. Aveva deciso di fare il suo dovere ed ha pagato con la vita. Di dovere si è parlato all’incontro che si è tenuto ieri, 18 febbraio 2009; il dovere di tutti di fare la propria parte contro la camorra. Federico Del Prete non era un eroe ma una persona che faceva il suo dovere, che si era assunto un impegno di civiltà e di legalità a cui tutti dobbiamo ispirarci.

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