Osservatorio sui beni confiscati

di aldocimmino

Ex Cementificio di Quarto tra riqualificazione e bonifiche

Da 6 a 2 milioni di euro il finanziamento per la piscina comunale, ancora interrogativi sulla caratterizzazione ambientale

Nella grande battaglia dei numeri a perdere sono certamente le finalità sociali dei beni sottratti alla camorra. E’ quanto emerge dai colloqui che la nostra redazione ha avuto con i vari amministratori comunali di Quarto. La struttura dell’ex Cementificio di Via Marmolito, infatti, attende solo i finanziamenti che dal 2009 ad oggi restano solo cifre scritte su atti, man mano sempre più ridimensionate. E se i fondi diminuiscono col passar del tempo, anche i profili progettuali vanno a restringersi drasticamente a discapito del riutilizzo sociale del bene stesso. L’ex Cementificio, infatti, dovrebbe diventare, almeno nelle intenzioni del Sindaco Sauro Secone e dell’attuale Assessore alle Politiche Sociali Valentina Di Maria, che ha la competente delega, una piscina comunale, oltre che prevedere una serie di spazi da destinare ad attività ludiche, ricreative e sportive. Si è partito dapprima con una previsione di finanziamenti di circa sei milioni di euro fortemente diminuiti a cifre che attualmente si aggirano attorno ai due milioni di euro. Dunque più volte il Comune di Quarto ha dovuto apportare numerose modifiche al progetto originario. Da una piscina di circa 50 metri si è passati ad una di 30 metri ma, nonostante queste variazioni, resta tutto fermo. Sul budget sembra che abbia inciso anche la questione della bonifica ambientale. Un intervento che resta tutt’oggi un punto interrogativo.

C’è molta confusione infatti, anche tra gli stessi responsabili delle competenti sezioni dell’area tecnica che molto spesso si sono protetti dietro i “forse”, “ci sembra”, “di questi aspetti non ce ne siamo occupati noi”, riguardo ai vari interventi che sarebbero stati effettuati sul suolo confiscato di Via Marmolito. Confusione che riguarda non solo le risorse economiche impiegate ma anche rispetto alle società che hanno effettivamente svolto i lavori di bonifica. Sicuramente sono visibili le opere di sgombero della superficie dell’ex Cementificio prima occupata da vari depositi di rifiuti, anche pericolosi, come lastre di amianto.

Anche se lo stato di effettivo abbandono in cui versa la zona confiscata rischia di vanificare quanto realizzato. E di fatto le somme sborsate per ripulire il suolo sono somme spese inutilmente dal momento che al civico 12 di via Marmolito, esattamente cioè davanti al Cementificio, è ormai zona di scarico di rifiuti che non solo occupano la strada per il passaggio delle auto ma cumuli di rifiuti sono depositati anche lungo il muro che circonda il bene. Sono appostati il più sotto possibile cosi che a prima vista non possono essere visti. Ma sono là, pneumatici, inerti e anche un bel frigorifero lasciato li a marcire. “Non è la prima volta – ci dice un uomo del Genio Militare, che abbiamo incontrato sul posto la mattina dello scorso 20 gennaio durante un nostro sopralluogo – che siamo costretti ad intervenire, in questa zona ormai è un’abitudine”. Resta, inoltre, il dubbio della caratterizzazione ambientale del sottosuolo.

Nodi che dovrebbero essere sciolti in fretta anche in considerazione del fatto che le progettualità previste dall’amministrazione comunale sono importanti, non solo per dare il chiaro segnale del contrasto sociale alle mafie, ma anche perché intercettano, come dovrebbe essere sempre in ogni caso di riutilizzo sociale, quelle che sono le esigenze di sicurezza e legalità del territorio quartese. È proprio quest’azione infatti quella di maggiore contrasto sociale alla criminalità. Andare ad incidere su quegli aspetti che maggiormente creano l’habitat naturale dello sviluppo mafioso. Il monitoraggio del territorio, si legge nei prospetti progettuali del comune, ha portato ad una chiara individuazione del problema del degrado in cui versa questo territorio. In particolare si tratta di zone che non presentano alcun centro di aggregazione sociale, nelle quali sono evidenti fenomeni di evasione e dispersione scolastica. Dalle statistiche effettuate dal Comune di Quarto infatti nel solo anno 2009 si sono registrati circa 200 minori (dato che cresce dal 2007) segnalati per evasione scolastica ancora, 120 i minori, sempre nel 2009, segnalati dalla Procura della Repubblica. Insomma quello che emerge è la fortissima necessita di sfruttare le potenzialità offerte dall’area ex Cementificio perché la riqualificazione di questo bene confiscato significa inevitabilmente riqualificazione del territorio quartese il che vuol dire, a sua volta, un duro colpo assestato al sistema della camorra in queste terre.

Pubblicato sul n 39 de “L’Iniziativa” mensile di approfondimento e informazione indipendente dell’area flegrea gennaio 2011

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