«Più finestre ci sono, più entra aria pulita»

di aldocimmino

Intervista a Michele Spina, dirigente del Commissariato di Scampia

 

Le cronache ormai la definiscono terra di camorra. Oggi si inaugura il primo sportello anticamorra. Ma che cos’è la camorra a Scampia e chi difende questo quartiere dalla criminalità?

Si tratta di una minoranza criminale che è tale rispetto alla popolazione del quartiere ma è comunque una minoranza consistente perché la percentuale di persone con pregiudizi penali, in questo quartiere, è alta. Ma questa non la fa da padrone, vorrebbe farla da padrone cioè vorrebbe usare, strumenti di prepotenza e di protervia per tentare di dominare sugli altri. In realtà da un po di anni a questa parte, c’è una risposta molto forte da parte nostra, per quello che ci compete, ma non basta, perché naturalmente l’azione repressiva, da sola, non è sufficiente per risanare un quartiere, e dunque da parte di tutte le associazioni di volontariato, di tutta la cittadinanza attiva, della Municipalità e delle chiese, insomma di tutte le migliori realtà che insistono sul territorio, perché le cose cambino.

Quindi lei registra dei cambiamenti su questo territorio?

Attualmente, secondo la mia posizione, stanno avvenendo. Intendo, con questo, riferirmi ad una presa di coscienza dei cittadini; del fatto che Scampia è un bel quartiere nel quale sono presenti molte energie positive, molte più che in altri quartieri. Faccio riferimento, tanto per fare un esempio, alle scuole che sono molto attive sul tema della legalità. Insomma tutte queste risorse sono in grado di risollevare le sorti di questa zona.

Da circa un mese è attivo lo sportello anticamorra, solo oggi inaugurato, che prevede tra le attività anche quello della raccolta, anche in forma anonima delle denunce. Secondo lei questo comporterà un cambiamento dei rapporti tra cittadini e istituzioni, ad esempio con il Commissariato?

Per adesso non si registrano cambiamenti in questo senso, anche perché il periodo che stiamo considerando è davvero breve. Recentemente noi avevamo già ricevuto anche una serie di segnalazioni anonime e questo perché, come sostengo, il lavoro porta lavoro. Quello che voglio dire è che il lavoro ben fatto spinge i cittadini ad avere più fiducia e dunque a denunciare maggiormente. Naturalmente, più finestre ci sono più entra aria pulita per questo lo sportello anticamorra è più che ben venuto perché è un’opportunità in più.

Di quali opportunità sta parlando?

Mi spiego. Lo sportello anticamorra, essendo composto non da poliziotti ma da civili, ci dà l’opportunità di avere accesso ad informazioni che magari qualcuno al poliziotto avrebbe paura di dare e questo perché c’è sempre la possibilità che si continui ad avere paura di esporsi. In questo senso è una possibilità in più perché si venga a conoscenza di ogni tipo di notizia che naturalmente dovranno tutte essere verificate. Il fatto poi che si trovi all’interno della Municipalità ha un forte valore simbolico in quanto è la casa dei cittadini di questo quartiere. Il fatto che subito all’ingresso ci sia lo sportello anticamorra con dei volontari è un segnale davvero forte di legalità.

E per quanto riguarda i rapporti tra lo Sportello anticamorra e il locale Commissariato di zona?

Quando sono venuto a conoscenza dello sportello anticamorra ho offerto la mia proposta di collaborazione istituzionale anche perché di questo ne è ovviamente informato il Questore di Napoli, in quanto Capo della polizia. Il Questore è stato d’accordo.

Certo qui a Scampia le limitazioni ai diritti dei cittadini sono talmente evidenti…

È a causa del narcotraffico e di come funziona una piazza di spaccio: in pratica i malavitosi decidono di aprire una piazza di spaccio all’interno di condomini. A questo punto cominciano ad apportare cambiamenti strutturali all’edificio modificando il portone d’ingresso, schermandolo, costruendo delle lamiere tali che lo spacciatore materiale non possa essere visto dalle forze dell’ordine. E sigillano lo stesso portone dall’interno con delle staffe d’acciaio. A questo punto muniscono il predetto portone di feritoia attraverso la quale avviene lo scambio di soldi e droga. Tutto questo, infatti, limita in modo gravissimo la libertà di onesti cittadini di entrare o di uscire dal portone della propria abitazione a meno che non si chieda il permesso alle sentinelle della camorra.

Uno spaccio alla luce del sole quindi…

Questo tipo di spaccio lo definisco spaccio patente, per opporlo a quello latente, proprio perché normalmente uno che commette un reato si nasconde e cerca di non farsi vedere. Lo spaccio avviene, invece, in un posto individuato e protetto militarmente con un’azione difensiva che prevede uomini e strutture e cioè sentinelle e cancelli per proteggere l’attività criminosa. Un sistema che vorrebbe impedire anche la fruttuosità pratica di un nostro intervento preventivo, ma proprio l’arresto, di pochi giorno fa, di un pusher, dimostra che la nostra azione porta risultati nonostante i tentativi di farle fallire. Non solo, facciamo numerosi arresti in flagranza di reato, abbiamo fatto delle operazioni rilevanti, l’ultima, l’ “Operazione Murena”, utilizzando microcamere installate all’interno dell’androne di un condominio che era diventata la fortezza degli spacciatori.

Quali sono state le immediate conseguenze di tali operazioni?

Tutte queste operazioni hanno determinato un ripiegamento del crimine il quale ha dovuto riorganizzarsi, qui a Scampia, in modo decisamente più vulnerabile. In questo modo abbiamo dato il segno ai cittadini di una presenza vero dello Stato garantendo anche la loro libertà preclusa dalle costruzioni camorristiche di cancellate a difesa del traffico di droga. Va poi sottolineato che le piazze di spaccio a Scampia si sono ridotte. Alcune di queste non esistono più. Il lavoro certamente non è finito, non ci si può sedere sui risultati ottenuti, ma c’è un’apertura evidente di uno spiraglio di libertà.

 

pubblicato su www.liberainformazione.org