Furto nella Villa Ferretti, bene confiscato a Baia

di aldocimmino

La villa Ferretti, bene confiscato a Baia, nel comune di Bacoli, è stata la scena di un furto consumatosi attorno alle ore diciotto di ieri. Ad accorgersi di strani movimenti alcuni residenti che ieri sera si sono anche avvicinati agli uomini che avrebbero agito indisturbati; si sarebbero giustificati dichiarando di aver solo usufruito della spiaggia di pertinenza della villa.Un residente racconta di aver visto, nella giornata di ieri, sul posto, una mercedes di tipo “classe B” di colore grigio. Due uomini, con al seguito le rispettive famiglie, avrebbero realizzato il colpo.

Dal locale guardiania, di circa 60 mq, della villa sono stati, infatti, rubati due condizionatori interni con i rispettivi motori esterni. Sono stati asportati dalle mura del locale con maestria e quasi sicuramente da professionisti.
L’azione dei malviventi è stata facilitata anche dal fatto che uno degli infissi esterni del locale, da tempo, è completamente rimosso e la porta di ingresso, che dunque sarebbe stata aperta dall’interno, non era chiusa a chiave. Insomma un lavoro pulito e di facile realizzazione.Tutto adesso è al vaglio degli carabinieri che stamane hanno accolto le denuncie spiccate dal Comune di Bacoli e dall’Asgam – Associazione Sostenitori Giovani Amici del Mare – Onlus, associazione che, in qualità di concessionaria della spiaggia di pertinenza della villa Ferretti, usufruisce del passaggio d’innanzi alla villa stessa.

Il bene, confiscato alla criminalità organizzata, dopo i lavori di riqualificazione assegnati ad una ditta con bando pubblico, giace in disuso. In realtà si tratta ancora di un cantiere in quanto i lavori di ristrutturazione, realizzati con fondi della comunità europea, non sono ancora terminati e il Comune sta attendendo che vengano ultimati in un periodo che il Sindaco, Ermanno Schiano, stima “a breve”.
“Non appena saranno completati i lavori – ha dichiarato il sindaco Schiano – farò un bando pubblico per l’affidamento del bene e provvederò per la realizzare di opere di recinzione. Per ora – ha continuato il Sindaco – c’è una responsabilità anche della ditta”.

E già perché il bene in questione non è sottoposto a nessun tipo di controllo. Immediati sono stati, invece, gli interventi messi a punto dall’Asgam che ha provveduto a delimitare tutte le aree d’accesso al fine di impedire l’ingresso alle auto non autorizzate. Una segnale chiaro, da parte dell’associazione, che intende presidiare il bene perché sia luogo di incontro e cultura e non un magazzino dove rifornirsi di condizionatori o magari di accessori che si trovano nella villa.

Il bene confiscato di Villa Ferretti, come tutti gli altri beni confiscati, ha un valore intrinseco fortissimo. Proprio perché confiscato deve essere effettivamente riutilizzato a scopo sociale perché possa diventare un ulteriore avamposto dello Stato nella lotta alle mafie. L’amministrazione comunale di Bacoli, come tutte le amministrazioni comunali che nella maggior parte dei casi diventano, a seguito di provvedimento definitivo di confisca, proprietarie dei beni sottratti alle mafie, deve interiorizzare questo concetto e tradurlo, nella fattispecie, in atti concreti, ad esempio, prospettando una serie di controlli che rendano sicura la villa e le zone ad essa adiacenti. Al di là delle responsabilità e della rilevanza del bottino, l’episodio mette in luce quindi un’incapacità generale a gestire e riutilizzare i beni confiscati.

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