Cento passi verso la XV Giornata della Memoria e dell’Impegno, “L’Iniziativa” sui beni confiscati

di aldocimmino

 

percorre i “Cento Passi verso la XV Giornata della Memoria e dell’Impegno, in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie” 

L’associazione “L’Iniziativa” incontrerà cittadinanza ed esperti sul tema della vendita all’asta dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

La primavera dell’impegno è ormai alle porte. Anche quest’anno Libera, le associazioni, le scuole e tutta l’Italia dell’antimafia ricorderà le tantissime vittime innocenti della criminalità. Milano, città simbolo di una mafiosità silenziosa, che fa affari ma non spara, ospiterà la XV giornata della memoria e dell’impegno. Quella “e”, congiunzione di due concetti apparentemente diversi,memoria e impegno, diventa verbo; si possono comprendere, ed hanno un senso, solo nella misura in cui si identificano l’uno nell’altro.

Da sola la memoria non basta; ci può far indignare, ma anche l’indignazione lascia il tempo che trova se non accompagnata dalla capacità di arrabbiarsi. Quella rabbia che don Ciotti, presidente di Libera, definisce sana perché espressione di una società civile che vuole reagire e contrastare le logiche mafiose, molto spesso giocate a metà strada tra compiacenza degli amministratori pubblici e l’apatia dei cittadini.

“Io voglio urlare” e ancora “Noi dobbiamo ribellarci” recita con passione Luigi Lo Cascio, nel film di Marco Tullio Giordana, “I Cento Passi” sull’assassinio di Peppino Impastato.   Frasi simbolo di quella sana rabbia, sinonimo di passione civile, che è alla base di un impegno concreto di rinnovamento della società. Nel film si racconta che la casa del boss Tano Badalamenti distava, dalla casa di Impastato, cento passi. Lui li percorre assumendosi la responsabilità di questo cammino. Ecco l’impegno. Un percorso lungo ma sopratutto ininterrotto.

Quei “cento passi” da percorrere per andare incontro alle nostre responsabilità oggi sono anche l’insieme delle iniziative che ogni anno vengono realizzate in vista del  21 marzo ed esprimono la volontà di costruire “legami di legalità, legami di responsabilità” per spezzare quelli ambigui di certa cittadinanza e certa politica. Proprio l’equivocità di progetti legislativi, come la vendita all’asta dei beni confiscati ci ha spinto, come associazione, a riflettere su un tema fondamentale che è centrale per la lotta alle mafie, sia dal punto di vista della repressione giudiziaria, sia da quello dell’antimafia sociale.

Per questo, “L’Iniziativa” ha deciso di parlarne, nell’ambito di un incontro pubblico che si terrà il prossimo 10 marzo, con gli esperti di Libera e con i magistrati che si occupano di misure patrimoniali di prevenzione, per capire i reali effetti di una normativa che di fatto stravolge la logica dell’uso sociale dei beni sottratti alle mafie, voluta da una legge dello stato, la 109 del 1996. Sebbene la vendita non di certo costituisce un argomento tabù dato che i beni mobili e le aziende confiscate sono comunque soggette a questo meccanismo, le innovazioni introdotte dalla nuova finanziaria per il 2010, destano particolari preoccupazioni sia perché relative ai beni immobili sia perché  particolarmente severe in ordine ai termini entro i quali i beni dovrebbero essere destinati.

Tempi stretti che, alla luce dei dati dell’esperienza, non certo agevoleranno il processo di destinazione e quindi la restituzione ai cittadini.  Sarà anche l’occasione per ragionare sull’attuale stato dell’impegno politico contro le mafie e l’opportunità di ricordarci come sia importante che i cittadini, le associazioni, le scuole si diano da fare in un’ottica di sensibilizzazione e di promozione della cultura della legalità ma anche come sia vitale che le classi dirigenti di questo Paese si assumano seriamente l’onere del contrasto alla criminalità organizzata. In assenza di questa responsabilità dobbiamo essere consapevoli di quanto avvertiva  Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

pubblicato su “L’Iniziativa”

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