VOGLIOURLARE

…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? -Giuseppe Fava-

Progetti e finanziamenti, intervista al sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia

by aldocimmino

Oltre duecento milioni di euro di fondi pubblici saranno investiti sul territorio della Città di Pozzuoli.

Progetto Grandi Laghi, completamento della rete fognaria e Più Europa rappresentano grandi opportunità di sviluppo per un’intera area. Dopo averne dato informazione in più occasioni sulla nostra testata, ora ne abbiamo parlato con Vincenzo Figliolia, Sindaco di Pozzuoli città capofila dell’area flegrea.

Signor sindaco, quanti e quali sono i progetti per l’area flegrea?

Dal progetto Grandi Laghi al completamento della rete fognaria. Parliamo di Cuma, Via Campana, il cratere del Cigliano, una parte di Agnano e della zona di Pianura per quanto concerne il progetto Grandi Laghi; circa sessanta milioni di euro divisi per territorio. Pozzuoli, Monte di Procida, Quarto e Bacoli; si tratta, a mio parere, della prima grande esperienza di coesione fra i comuni dei Campi Flegrei, e l’aspetto più rilevante di questa coesione è che questa esperienza è il vero banco di prova per costruire di fatto, dopo le tante chiacchiere, la Città Flegrea.

Da un passato industriale a quello turistico, quale prospettiva intravede questa amministrazione?
Abbiamo il dovere morale, politico ed istituzionale di creare l’alternativa all’industria e quindi nuova occupazione; badi che da quando mi sono insediato, non faccio altro che confrontarmi con una grande povertà. Devo dire che avevo ereditato, rispetto al progetto Grandi Laghi e Più Europa, una situazione alquanto stagnante e paludosa. Specialmente in riferimento al Più Europa, la mia amministrazione ha dato una grande accelerata, anche perché il rischio era quello di perdere i finanziamenti, concludendo in tempi brevissimi l’accordo di programma con la Regione Campania e adesso siamo quasi pronti per far partire le gare.

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Impresa e mafie, intervista ad Angelo Lancellotti

by aldocimmino

Il presidente dell`associazione costruttori edili di Napoli illustra rischi, meccanismi e conseguenze delle infiltrazioni mafiose nel mercato

Contrastare le infiltrazioni camorristiche in economia non è un compito solo di forze dell’ordine e della magistratura. Una precisa responsabilità riguarda gli operatori economici che inevitabilmente si scontrano con il fenomeno mafioso, dalla partecipazione alle gare d’appalto, ai contratti di forniture, alla messa in opera di progetti molto spesso milionari. Il mondo delle imprese può agire d’anticipo ed essere un baluardo importante di sviluppo e legalità. Ne abbiamo discusso con Angelo Lancellotti, vice presidente dell’associazione costruttori edili napoli (ACEN)

Ing. Lancellotti, quali sono i meccanismi economici delle infiltrazioni camorristiche nella imprenditoria?

Ormai abbiamo imparato che molteplici sono i fattori che favoriscono o consentono alle mafie di penetrare il tessuto economico di un territorio. Il più noto e datato ma, purtroppo, sempre attuale è quello dell’usura. Le organizzazioni criminali acquisiscono lentamente il controllo di imprese in difficoltà attraverso prestiti onerosissimi che gli imprenditori non riescono a restituire. Alcuni di questi sono, persino, obbligati a restare nell’azienda affinché questa conservi la sua credibilità. È così che matura il dramma di imprenditori onesti che per carenza di credito o forse perché lasciati troppo soli restano imprigionati in un percorso in cui dopo aver fatto il primo passo non è più possibile tornare indietro se non a rischio della propria stessa vita.

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Soldi pubblici sul territorio, obiettivo comune: tenere lontana la camorra

by aldocimmino

Intervista al Procuratore Aggiunto Federico Cafiero De Raho, capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli

Il Capo della DDA Cafiero De RahoPrevenire e contrastare le mani e gli appetiti della camorra sulle opportunità di sviluppo e di finanziamento pubblico è una questione sulla quale sono intervenuti recentemente diversi rappresentanti delle Istituzioni locali e ella società civile. Ne abbiamo parlato con il Capo della Dda di Napoli.

Procuratore De Raho, una serie di ingenti fondi pubblici, soprattutto europei, sta interessando il territorio flegreo, quali pericoli si potrebbero intravedere?

L’esperienza giudiziaria insegna che, ogni qualvolta ci siano flussi finanziari consistenti, le mafie tendendo ad intercettarli e a convertire, a loro favore, una quota di questi flussi. Di volta in volta il settore in cui è possibile inserirsi è determinato proprio dalle circostanze di investimento dei flussi stessi.

Questa è una vecchia storia …

Infatti. Pensiamo per esempio ai fondi che servirono per la ricostruzione del post-terremoto ‘80. La camorra intercettò quei fondi infiltrandosi nei lavori che vennero eseguiti e, laddove vi erano gli appalti pubblici, riuscì ad affermarsi ottenendone l’affidamento e assicurandosi una fetta consistente, facendo lavorare le proprie imprese attraverso un patto trilaterale: camorra – imprese – politica.

Non sembra essere cambiato molto da allora …

Oggi però esistono, anche nella società civile, strumenti validi come osservatori sulla camorra, ed esistono, per le amministrazioni che effettivamente sono interessate a contrastare il fenomeno, delle reti di approfondimento e di conoscenza. Ma la prima cosa che deve fare un’amministrazione effettivamente diligente è verificare quali siano i soggetti economici che si avvicinano e intendono intercettare questi grossi flussi finanziari.

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Economia, finanziamenti e criminalità nei Campi Flegrei, parla Luigi Cuomo

by aldocimmino

Appello del presidente di Sos Impresa a cittadini, imprenditori e Istituzioni: occorre unità contro la camorra

Dall’accordo di programma “Più Europa” tra Regione Campania e Comune di Pozzuoli del valore di 25 milioni di euro e i finanziamenti stanziati dalla Provincia di Napoli, altri 500 mila euro che interesseranno i territori di Bacoli e Cuma, quali rischi si prefigurano e quali cautele è necessario assumere per contrastare il pericolo di infiltrazioni camorristiche nella gestione di tali fondi pubblici?

Intanto va detto che la pioggia di milioni, come dici tu, ammonta complessivamente a 60 milioni di euro, coinvolge tutti i Comuni dell’area flegrea e rappresenta sicuramente una cifra molto importante. È una grandissima opportunità per il rilancio e la riqualificazione di quest’area della provincia di Napoli, ma è anche un banco di prova per tastare la capacità che hanno oggi le amministrazioni comunali ma io dico di più, è un banco di prova anche per i cittadini e le imprese perché fungano da argine ai fenomeni di corruzione e infiltrazione camorristica nei lavori pubblici.
Tutto questo rappresenta innanzitutto una sfida e necessita del controllo necessario perché questi grandi progetti, sulla carta, siano poi realizzati, nei tempi, nei modi e con la qualità e la sicurezza che richiedono. I cittadini flegrei non potranno lamentarsi dopo, perché oggi hanno l’opportunità, prima, di vigilare, non solo, ma di chiedere di essere presenti nelle fasi di realizzazione, di affidamento degli incarichi e via discorrendo.

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Bacoli, un altro bene confiscato non utilizzato

by aldocimmino

Il bene sarebbe ancora nelle disponibilità di Salvatore Di Meo. Edificio abusivo ma terreno recuperabile.

 

Sempre la stessa storia. Un bene confiscato a Bacoli che non viene riutilizzato. Villa Ferretti ? No, questa volta, si tratta di un fabbricato sottratto alla disponibilità di Salvatore Di Meo , altro braccio destro diRosario Pariante, entrambi arrestati nel settembre del 2002. Il fabbricato di via Silio Italico è oggi un bene confiscato dallo Stato me nelle mani dei congiunti di Di Meo, quest’ultimo ritenuto dai giudici “indiziato di appartenere ad associazione mafiosa” e dunque socialmente pericoloso.

Questi, infatti, sono i requisiti necessari per poter sottrarre i patrimoni alle organizzazioni mafiose. Requisiti che i giudici hanno riconosciuto esistenti, tanto da pronunciare un decreto di confisca ai danni di Di Meo che però indirettamente o forse anche direttamente, continua a godere di quel bene sottoposto a confisca. Singolare, infatti, quanto si legge in una relazione di servizio della polizia locale di Bacoli, risalente al maggio del 2011, nella quale si scrive che “è di tutta evidenza che l’immobile è nella disponibilità del Sig. Di Meo, avendo egli stesso dichiarato di poter consentire l’accesso alla sola presenza del legale di fiducia”. Secondo dati ufficiali delle istituzioni preposte, infatti, il bene sarebbe occupato dalla moglie di Salvatore di Meo e dal figlio Luigi.

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Bacoli, storia recente di una camorra che c`è

by aldocimmino

Ricostruzione dei rapporti del clan Pariante con Di Lauro, scissionisti e politica locale

A Bacoli la camorra c’è, e non da oggi. L’episodio più antico, riconducibile alle attività delle organizzazioni criminali, risale al 1988 quando un imprenditore locale, Franco Guardascione, fu ammazzato da due sicari della camorra per essersi imposto ad un’estorsione ai danni di un imprenditore amico. Evitando di andare troppo indietro nel tempo, i fatti di maggiore interesse si sono succeduti dal 2002 al 2008, periodo in cui fu decisivo il contrasto giudiziario alla camorra sul territorio flegreo.
Nel settembre del 2002 le inchieste della magistratura condussero ad undici arresti eseguiti contro altrettanti affiliati al clan Pariante. Lo stesso boss Rosario Pariante fu arrestato nell’ambito di una vasta operazione diretta dall’allora sostituto procuratore Raffaele Marino.

Ma chi era Rosario Pariante? Il boss, proveniente da Secondigliano, si era trasferito a Bacoli negli anni Ottanta, assumendo anche il controllo della squadra di calcio locale, Virtus BaiaLegato al clan Di Lauro di Scampia, divenne il “curatore” degli interessi camorristici nell’area flegrea. Quando nel dicembre 2004, fu ammazzato Enrico Mazzarellabraccio destro di Pariante, tra i tavoli del suo ristorante “Da Enrico” in via Scalandrone a Bacoli, gli inquirenti capirono che Pariante era ormai passato con i cosiddetti scissionisti di Scampia.

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Marano Ragazzi Spot Festival, quindici anni di impegno per la legalità

by aldocimmino

Presentata la quindicesima edizione dell’iniziativa che coinvolgerà circa 9000 giovani in Campania

Un progetto in crescita e che punta sul territorio e sui giovani. Al via dal prossimo 22 ottobre il “Marano Ragazzi Spot Festival”, percorso che da 15 anni mette in moto le migliori energie del territorio napoletano e maranese. L’edizione di quest’anno è stata presentata questa mattina alla Città della Scienza di Napoli. La città di Marano, tristemente nota per essere il luogo della camorra che decise, tra l’altro, l’uccisione del giornalista Giancarlo Siani, è il luogo dell’incontro di ragazzi delle scuole di tutta Italia. La parte migliore di quella scuola che è protagonista nei percorsi di formazione procurando agli studenti esperienze didattiche e di riflessione sui temi della legalità e del rispetto dell’uomo.

Quindici anni del festival – ha dichiarato il direttore artistico del Marano Ragazzi Spot Festival, Rosario D’Uonno – sono quindici anni di impegno per la legalità, quindici anni che cercano di cancellare questa vergogna e di riconsegnare dignità alla nostra città e alla nostra regione”. Un lavoro delle scuole per le scuole in un contesto storico e sociale in cui gli ultimi tagli del Ministro all’Istruzione, Francesco Profumo, si parla di un’ulteriore sforbiciata di circa un miliardo di euro, colpiscono duramente uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. “Un momento di crisi è vero – ha infatti dichiarato il direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione Campania, Diego Buscè – ma questo non deve voler dire mettere da parte la buona scuola”.

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