“Libera”, si è tenuta a Napoli l’assemblea provinciale

di aldocimmino

Interventi e testimonianze da tutta l’area metropolitana per rompere il legame politica-camorra

Siamo realisti, chiediamo l’impossibile”. La frase di Che Guevara, citata durante l’Assemblea del Coordinamento Provinciale di Libera Napoli, al di là delle congetture politiche è suonata come richiamo al risveglio delle coscienze. E con l’Assemblea, tenutasi lo scorso mercoledì 23 novembre, si è stati davvero realisti chiedendo quello che forse, oggi, può sembrare impossibile, ma che di fatto non rappresenta altro che quella straordinaria normalità dei comportamenti quotidiani. Comportamenti di cui si fa carico innanzitutto la stessa Libera, fedele a quella semplice esortazione di Don Ciotti, “dobbiamo impegnarci di più tutti”. In molti sono intervenuti al momento assembleare coordinato dai referenti regionali di Libera Campania, Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese.

Rappresentanti delle associazioni e delle scuole che aderiscono alla rete partenopea di Libera, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata, la Fondazione Polis, la Federazione Internazionale Città Sociale, i sindacati studenteschi come Uds e Link, la Fistel della Cisl. Significativa la presenza dell’Assessorato alla Sicurezza del Comune di Napoli che sta lavorando in reale sinergia con la realtà territoriale di Libera e con le altre associazioni che si occupano di legalità e contrasto alle mafie. Poi i coordinamenti territoriali di Libera della Provincia di Napoli. Gli interventi hanno messo in luce una realtà in costante crescita che non è solo numerica, ma si concretizza nella realizzazione di progetti e nella continua elaborazione di idee innovative che possano animare il territorio di corresponsabilità e giustizia. A testimonianza di questo c’è stato l’intervento di Stefano Consiglio, professore della Facoltà di Sociologia della Federico II di Napoli e Presidente dell’associazione “Angeli per Viaggiatori” che da il nome al progetto presentato in assemblea. Un’idea innovativa che mira a rafforzare la conoscenza della città di Napoli e in generale delle città meridionali mediante un interscambio tra Angeli, rappresentati dagli abitanti delle città oggetto di destinazione del viaggio e, appunto, i viaggiatori che, grazie ad una piattaforma internet, possono comunicare con gli Angeli della città prescelta per ottenere indicazioni preziose su tour “ della legalità” o indicazioni di attività commerciali che non subiscono il racket delle estorsioni. Insomma un modo per vivere le città meridionali, spesso troppo tristemente note per fatti di mafia, accorgendosi e facendo “pubblicità” a tutte quelle realtà che lavorano sul territorio e che recuperano l’aspetto sociale e civile dei quartieri della città. Un progetto che ha coinvolto, a livello nazionale, realtà come “Addiopizzo Travel” e Libera e che certamente potrebbe intercettare le progettualità e l’impegno di Libera Mediterraneo che da qualche anno lavora sui temi del turismo responsabile e formativo.

Come queste, tante iniziative promosse dalle realtà territoriali di cui si compone Libera Napoli. Da Casalnuovo, passando per Afragola e Casoria fino ai Campi Flegrei e a Giugliano, senza dimenticare le periferie quella nord di Scampia o quella Est di Barra, c’è un fermento visibile e concreto. Sempre più territori si preparano ad accogliere la sfida lanciata da Libera. Sempre più quartieri vogliono coniugare, nella loro specifica realtà, l’impegno promosso da Libera. Una rete che da anni cresce e si alimenta e che inevitabilmente da i suoi frutti ma che, altrettanto inevitabilmente, deve scontrarsi con la concretezza del problema camorra. “Questo vuol dire – lo sottolinea ancora una volta il Professor Amato Lamberti, anch’egli intervenuto al momento assembleare – tenere presente che ci muoviamo su un terreno scivoloso specialmente in certi territori amministrati in un certo modo”. Dunque Lamberti punta il dito contro le connessioni mafia e potere politico, nelle loro tipiche vesti delle amministrazioni locali che, detenendo un potere fondamentale per le scelte economico-amministrative di una città, sono facilmente soggette alle “attenzioni” mafiose. Spesso queste attenzioni lusingano tanto da comportare la stipulazione di un “pactum sceleris” tra amministratori locali e criminalità organizzata. E quindi mala amministrazione, speculazioni, corruzioni e scioglimenti dei comuni per mafia rappresentano la frontiera dell’azione antimafia, non soltanto giudiziaria, ma ancor di più sociale nella misura in cui questa esprima pressioni perché sia garantita la corretta gestione della cosa pubblica.

Intanto le regole della trasparenza e della partecipazione democratica vengono applicate nell’organizzazione interna del coordinamento di Libera che nella stessa giornata ha chiamato l’assemblea a eleggere il nuovo referente provinciale di Napoli. Sarà Antonio D’Amore, quindi, alla guida di Libera Napoli.

Pubblicato su: www.liniziativa.net