Tagli ai “Budget di Salute”, a rischio i beni confiscati

di aldocimmino

Cogestori in sciopero della fame e della sete contro il silenzio istituzionale

Uno sciopero della fame e della sete contro il disarmo della giustizia. Succede a San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta, dove il fondatore e cooperatore sociale della “NCO”(la cooperativa Nuova Cucina Organizzata), Peppe Pagano, ha avviato, da qualche giorno, la protesta. Questo “gesto estremo”, come definito dai referenti regionali di Libera Campania in un comunicato stampa, viene compiuto in seguito alla decisione, silenziosa, di smantellare i “budget di salute mentale”. Un sistema, quello dei “BdS”, che garantisce, attraverso i “Progetti Terapeutici Individualizzati”, la garanzia del diritto alla cura ed alla cittadinanza ai più deboli. Dalla salute mentale ai diversamente abili, dagli anziani ai malti terminali, da chi ha contratto l’HIV ai migranti.

Ma i Budget di Salute rappresentano un vero connubio tra tutela dei diritti umani e giustizia sociale in quanto sono il filo rosso che lega le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati nella provincia di Caserta. Oltre a rappresentare un sistema che garantisce risparmio per la sanità campana e pone la nostra Regione all’avanguardia nell’ambito dell’assistenza socio sanitaria in Italia.

Da qui la protesta di Pagano che, come fondatore della “NCO”, in rappresentanza di una delle più significative esperienze di recupero di bene confiscato alla camorra e destinato alla realizzazione di un gruppo di convivenza, in una delle terre più difficili del casertano, lancia un appello alle Istituzioni e in special modo al Presidente della Regione Caldoro. “Quello che fa più male -dichiara Pagano- è guardare negli occhi tutti i nostri ragazzi, affetti da diverse patologie, è dire loro che stavamo scherzando”. Ma a scherzare qui non sono i cogestori dei “BdS”, che già lo scorso 19 luglio hanno marciato su Caserta, portando in corteo Marco Cavallo, il grande quadrupede azzurro di cartapesta che con Basaglia ruppe le porte dei manicomi divenendo il simbolo della riforma psichiatrica italiana. Quel quadrupede, già a luglio, giungeva in Terra di Lavoro con lo slogan “Dentro il cavallo fuori gli asini”.

A giocare con il Terzo settore e con i diritti umani, dunque, sono le scelte ingiustificate delle amministrazioni preposte. Lontane dall’assumere atteggiamenti decisivi e che vadano nella direzione dello sviluppo sociale ed economico di un territorio. Oggi la protesta si estremizza perché dopo circa un anno di attese e continue richieste, il silenzio colpevole e indifferente delle Istituzioni, a partire dall’ Asl Ce2 fino al Presidente della regione Campania Stefano Caldoro, non fa altro che gravare sulla gestione dei beni confiscati e sulla opportunità di creare parità di condizioni tra i soggetti appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. Quelle, cioè, che corrono maggiormente il rischio di essere intercettate dalla camorra. La protesta, però, non si ferma a San Cipriano d’Aversa. Mentre continua, infatti, il mutismo istituzionale, la protesta di Pagano incassa la solidarietà e la vicinanza di Valerio Taglione, Coordinatore del “Comitato Don Diana” che annuncia l’inizio dello sciopero della fame e della sete attivando una staffetta e realizzando un vero e proprio presidio nel bene confiscato a Via Ruffini nel comune di San Cipriano. Dilaga lo sciopero anche tra i dipendenti di Banca Etica della Filiale di Napoli.

Nei giorni scorsi, infatti, il direttore generale di Banca Popolare Etica, Mario Crosta, il capo dell’Area Sud, Michele Gravina e il direttore della Filiale di Napoli, Giuseppe Sottile, hanno incontrato Pagano (che è inoltre coordinatore dei soci di Banca Etica della Provincia di Caserta) per testimoniargli vicinanza e solidarietà. Una protesta condivisa, dunque, contro una serie di pesantissimi tagli operati dall’Asl e che vanno a minare le fondamenta di un sistema che è considerato come eccellenza a livello nazionale, sia per i risultati che porta in ambito medico ma anche e, specialmente, per quelli che consegue in ambito sociale grazie, appunto, ai meccanismi virtuosi di riutilizzo sociale dei beni confiscati. “Il silenzio istituzionale rispetto a questa situazione- conferma Pagano – è quello di una politica che forse non vede di buon occhio la partecipazione dei cittadini attivi sul territorio con autonomia e dignità”.

pubblicato su www.liniziativa.net                                                                                                                                                               ( http://www.liniziativa.net//news/?id_news=1005&Tagli+ai+%93Budget+di+Salute%94,+a+rischio+i+beni+confiscati&path=13 )