Osservatorio sui beni confiscati

di aldocimmino

Villa Ferretti, tra orticelli e soste abusive

Il bene confiscato a bacoli continua ad essere oggetto di interessi diversi da quelli sociali

Forse agosto non è proprio il periodo migliore per cominciare lavori pubblici. Il caldo, l’afa e le vacanza sono certamente un bell’ostacolo. Di certo è il periodo migliore per far crescere, rigogliosi, i pomodori, le melanzane e le zucchine. E già perché presso Villa Ferretti, bene confiscato alla camorra, sono stati realizzati rigogliosi orticelli. Pare proprio che il futuro custode si stia organizzando bene. Ma i lavori urgenti prospettati dal Comune di Bacoli? Neanche l’ombra. È appena il caso di ricordare, infatti, che l’amministrazione comunale, due mesi fa, aveva annunciato urgenti lavori di allacciamento ai pubblici servizi di Villa Ferretti ( determinazione dirigenziale del 10 giugno 2011 n. 457). Spesa di circa 87.735,36 euro, che sarebbe stata garantita grazie ai fondi europei assicurati dal Por 2000-2006 (circa 2 milioni di euro). Gli stessi che servirono a compiere i lavori di ristrutturazione degli interni della villa, oggi in completo stato di abbandono tanto che servirebbero di nuovo immediati lavori di ripristino.

Dunque tanto urgenti che addirittura il bando di gara fu assegnato mediante un procedimento di “somma urgenza” e tanto urgenti da spingere il sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano, ha far delimitare tutta l’area della Villa così da impedire il passaggio a chicchessia, per ovvi motivi di sicurezza. Ovviamente il sindaco si era dimenticato dei suoi elettori che, prontamente, hanno contestato la scelta dell’amministrazione in quanto avrebbe loro precluso l’accesso, per tutta la stagione estiva, al piccolo litorale adiacente la villa. Per cui oggi l’accesso è garantito da un sentiero di fortuna che il sindaco ha fatto aprire per garantire l’accesso “in sicurezza”. Tutto questo perché dovevano cominciare, già da giugno, “urgenti” lavori pubblici. Ma di questi lavori nulla. Neanche sforzandosi, si riesce a vedere qualche buca scavata o magari a sentire, in lontananza, il vocio di operai o il rumore di qualche arnese all’opera.

Al massimo, quello che si riesce a sentire, è il silenzio assordante di un’amministrazione comunale che lascia Villa Ferretti, all’incuria e all’iniziativa privata di chi preferisce coltivarsi il proprio orticello in quel bene confiscato. Ma la storia degli ortaggi non è l’unica a porre interrogativi. C’è dell’altro. Tutte le delimitazioni che sono state poste in essere, per volontà del Sindaco, finalizzate, appunto, ai lavori urgenti di giugno e a quelli che dovrebbero seguire per quanto concerne la rivalorizzazione degli spazi esterni, comportano anche pezzi di terreno che in questo momento sono completamente invasi da ciclomotori in sosta di bagnanti felici. Felicità loro e dei soci della cooperativa “Nuova Amena Baia” che gestisce il parcheggio a pagamento dell’area. Anche di quella delimitata dalle transenne dei lavori in corso.

Quelli tanto urlati dal comune di Bacoli.  Dunque, almeno due considerazioni si impongono. Quelle transenne avrebbero dovuto impedire l’accesso alla Villa sia per il passaggio pedonale che per quello delle auto. Sicchè vedere sostare auto e ciclomotori fin a ridosso di quelle stesse transenne, vuol dire che quelle cosiddette misure di sicurezza, adottate dall’amministrazione Schiano, sono perfettamente inutili. Questo vuol dire anche mancanza di controlli da parte della Polizia Municipale che, per espressa lettera della deliberazione della giunta comunale, n. 130 del 9 maggio 2011 propone di “incaricare il Comandante della Polizia Municipale di prevedere – si legge nella delibera approvata all’unanimità – un controllo giornaliero del bene sia in mattinata che nel pomeriggio”.

In secondo luogo, quelle aree delimitate, se tali, vuol dire che appartengono al compendio Villa Ferretti. Ci chiediamo: anche quelle dunque sono confiscate? Anche quelle sono soggette al vincolo di riutilizzo sociale? Questo vuol dire che quei veicoli sostano abusivamente assicurando, quindi, dei profitti che si realizzano su una porzione di terreno confiscato alla camorra e che non sono certamente destinati a fini sociali? Su tutto questo è l’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco che ha il dovere di monitorare e dare spiegazioni.

Perché questo vuol dire, di sicuro, ancora una volta, che Villa Ferretti continua ad essere un bene martoriato, prima dalla camorra, oggi dall’incapacità e la malafede di quanti stanno approfittando di una situazione, per usare un eufemismo, di stallo amministrativo.

Pubblicato su  http://www.liniziativa.net  ( http://www.liniziativa.net//news/?id_news=875&Villa+Ferretti,+tra+%93orticelli%94+e+soste+abusive+-+PHOTOGALLERY&path=21 )