Contromafie 2009, dalle parole alle proposte

di aldocimmino

Da domani il via alla seconda edizione della tre giorni organizzata da Libera con la partecipazione della società civile, delle istituzioni e delle associazioni

 

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Plenaria

LIBERA da sempre lavora per rafforzare il versante della prevenzione nell’opera di contrasto alle mafie, nella consapevolezza che il solo “agire” repressivo sia necessario ma non sufficiente. La prima vera risposta al controllo mafioso del territorio è la pratica di cittadinanza e partecipazione che singoli, associazioni e formazioni sociali di ogni genere sono chiamati a costruire e vivere. A tale riguardo nei documenti di Libera spesso si richiama uno dei suoi obiettivi principali: “costruire una comunità alternativa alle mafie”, dove vengano riconosciuti a ogni essere umano diritti e non favori, a differenza di quanto avviene nel sistema mafioso, così come è definito nella Carta Costituzionale. La battaglia contro le mafie è quindi necessariamente una battaglia per i diritti sanciti dalla Costituzione.

 

CONTROMAFIE è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che LIBERA propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti all’associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale; ulteriore obiettivo è la verifica degli esiti del confronto avviato con le istituzioni, con la politica e altri soggetti, a partire da quanto contenuto nel Manifesto finale di ogni edizione. Il messaggio degli Stati generali è duplice, ovviamente negativo (contro le mafie) ma soprattutto positivo (per i diritti della Costituzione): è necessario “essere contro” tutte le mafie e la corruzione, le illegalità e i soprusi, ma è più importante “essere per” costruire percorsi e spazi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

La tre giorni comincierà domani con una plenaria di apertura, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma il cuore di Contromafie è rappresentato dalla giornata del venerdi, dove i partecipanti si riuniranno in vari gruppi per discutere le tematiche da affrontare; ecomafie, scuola, economie legali, memoria e immigrazione al fine di elaborare poi il documento finale di questa seconda edizione. Tre giorni quindi per dimostrare che l’Italia, anche in questo momento di difficile vivibilità democratica, non getta la spugna e vuole inpegnarsi, che cerca di ricostruire un paese ormai arroccato su posizioni di potere di pochi, e di forti pratiche di illegalità. 

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