Corte Costituzionale, lodo Alfano illegittimo

di aldocimmino

La Corte CostituzionaleIl lodo Alfano è incostituzionale. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta perché viola ben due articoli della nostra Costituzione: l’articolo 3 che stabilisce il diritto di uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge), e l’articolo 138, che impone un procedimento di revisione costituzionale per modifiche di tal genere (e non una legge ordinaria come il lodo Alfano). Il provvedimento legiferato dall’attuale maggioranza parlamentare, che consta di un articolo e otto commi, prevedeva in sostanza la sospensione dei processi penali relativi alle più alte quattro cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio dei Ministri con effetti anche retroattivi cioè relativi a quei procedimenti in corso prima dell’approvazione della legge e per quei reati commessi prima di assumere una delle cariche in questione. La particolare coincidenza delle vicende descritte dal lodo Alfano e l’attuale situazione del Premier Berlusconi ha infatti destato dubbi di legittimità costituzionale che di fatto sono stati accolti dai quindici giudici.

La bocciatura è giunta dopo due giorni di camera di consiglio. L’udienza di martedì ha visto i difensori del “lodo” esibirsi in arringhe che di fatto non hanno convinto i quindici della Consulta, l’avvocato Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, aveva addirittura affermato che “la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione”.

L’incostituzionalità, dichiarata dalla Corte, è quindi totale per il provvedimento fortemente voluto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi; una sentenza commentata, dal suo portavoce Paolo Bonaiuti, come “una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto”.

Ma la decisione dei giudici è di enorme importanza, in un clima politico e sociale di difficile vivibilità democratica che riabilita anche la credibilità delle Istituzioni.

Dal punto di vista pratico è una sentenza, quella dei giudici costituzionali, fondamentale in quanto sblocca due processi che sono a carico del Premier Berlusconi (il primo relativo al caso Mills per corruzione in atti giudiziari, il secondo relativo ai reati societari nella compravendita dei diritti tv – Mediaset), accogliendo quindi i dubbi di legittimità sollevati dai i due giudici di Milano, che erano stati congelati proprio a causa del lodo Alfano.

La sentenza della Consulta non è quindi il risultato di un complotto politico ipotizzato dal Governo, ma un atto di difesa della Costituzione e degli assetti democratici di questo Paese.

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