Festival dell’Impegno Civile, lotta alla camorra a colpi di musica e teatro

di aldocimmino

Molti gli artisti di fama internazionale che parteciperanno alla kermess sulle “Terre di Don Diana” per testimoniare il loro contributo contro la camorra

Concerto di Peppe Barra a Sessa AuruncaÈ festa nei beni confiscati alla criminalità organizzata. A celebrarla saranno gli artisti di varia fama nazionale e internazionale che in occasione del Festival dell’Impegno Civile, hanno preferito presentare in quest’occasione, in anteprima, i propri spettacoli, dischi o concerti.

La kermess di tre giorni, organizzata da “Libera Caserta” e “Comitato Don Diana” che vedrà impegnata, dal 19 al 21 giugno, la società civile sulle “Terre di Don Peppe Diana”, giunge alla sua seconda edizione e cresce non soltanto perché è l’unica a svolgersi nei beni confiscati ma perché è l’unica a raccontare quanto di bello c’è sulle terre dell’agro aversano, soltanto tristemente conosciute per essere state deturpate dalla violenza della camorra. Parleranno di queste terre e dell’impegno civile attori come Giulio Cavalli, che vive sotto scorta da un mese, da quando portò in scena lo spettacolo “Do ut des” con cui sbeffeggiava i boss della mala vita organizzata.

Cavalli presenterà, in anteprima nazionale il 21 giugno, presso il teatro della legalità a Casal di Principe,  un’orazione civile da dedicare a Don Peppe Diana facendo sempre riferimento alla realtà attuale della Campania stretta nella morsa tra mala politica, camorra ed emergenza rifiuti. Ma Cavalli non è l’unico attore ad essere presente al Festival; il 20 giugno infatti, Alessandro Langiu presenterà, in anteprima regionale, il suo spettacolo “Angolo Somma Zero” che è alla terza replica in Italia.

Al teatro si affiancherà la straordinaria espressività e grande teatralità della musica di Peppe Barra che presenterà nella serata, per la prima volta in concerto, il suo ultimo disco “N’Attimo”, prodotto dalla “Marocco Music”. Un affresco sonoro è offerto anche da i “Kalifoo Ground Systeme”, gruppo emergente di cui fanno parte molti immigrati, che hanno stabilito la loro residenza proprio a Castelvolturno dove si esibiranno il 19 giugno, dando il via alle serate in arte che accompagneranno, per tutti e tre i giorni, l’evento del Festival. Danzeranno e canteranno brani intenti a spiegare la terribile condizione che gli emigranti, di questa zona, sono costretti a vivere in un contesto di poca chiarezza legislativa e di sfruttamento della camorra. A cantare e ad esibirsi ,da uno dei quartieri di Napoli più martoriati e tristemente noto per essere la più proficua piazza di spaccio di droga della camorra, saranno gli “A67”. Il gruppo di Scampia, in anteprima nazionale, presenterà la loro rilettura del brano “Io non mi sento italiano” di Giorgio Gaber aderendo così all’azione che l’associazione “Libera” compie all’interno dei beni confiscati, esempio di una generazione italiana, che crede nella ricostruzione di una società fondata sulla legalità e sulle pratiche di cittadinanza attiva. La cover degli “A67” sarà distribuita da Edel e i ricavati saranno devoluti alle cooperative sociali “Libera Terra” che gestiscono i terreni confiscati. A concludere la prima giornata del Festival ci sarà, ancora, un vero è proprio scontro culturale che evoca antiche tradizioni e storia campana.