Beni confiscati, una realtà ignorata dal mondo dell’informazione

di aldocimmino

Mira: «Sui beni dobbiamo essere riflettori che si accendono»

 

Mondragone - Auditorium della parrocchia di S. Nicola

 E’ una notizia se viene arrestato un capoclan a Mondragone, come è accaduto circa un mese fa per Giovanni Casciarino ma se nello stesso comune si confisca un bene alla camorra o si inaugurerà un presidio di Libera forse la stampa non se ne occuperà più di tanto o forse non se ne occuperà proprio. Di questo si è discusso, in occasione della terza ed ultima tappa del Festival dell’Impegno Civile, nell’auditorium della Parrocchia di S. Nicola, dove giornalisti e società civile si sono confrontati sul tema: “beni confiscati e informazione”.                                  

Lo scenario disegnato dagli stessi addetti hai lavori è più che altro una presa di coscienza, e quindi in parte un “mea culpa” della categoria, sulle gravissime carenze dell’informazione circa il tema dei beni confiscati. Parlare di ville, masserie, appartamenti, terre che sono sottratte ai boss e restituiti ai cittadini non è solo un notizia di giornale ma rappresenta il segnale forte di una inversione di tendenza che deve raggiungere quante più persone possibili, dalla realtà locale a quella nazionale perché si comprenda davvero quello che accade su queste terre.

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