Immigrati, diritti e uguaglianza contro camorra e sfruttamento

di aldocimmino

L'ex-canapificio di CasertaQuando si parla di “centro sociale” viene spesso in mente quella nota canzone del gruppo “99 Posse” che recita: “centro sociale occupato”; ma quello di Caserta, che sorge nei locali di un “ex-canapificio”, è invece concesso, dalla Regione Campania, in comodato d’uso gratuito, al movimento degli emigranti e rifugiati di Caserta e ad altre associazioni del territorio.  Un presidio, quello del “csa ex canapificio”, a favore della integrazione sociale e di lotta alla camorra e quindi contro lo sfruttamento del lavoro degli immigrati, uno dei fenomeni più drammatici, strettamente legati alla criminalità organizzata. Fenomeno per il quale le persone , per la maggior parte immigrati, sono costrette a lavorare dalle 12 alle 14 ore giornaliere per una paga pari a circa 20 euro. Il movimento degli emigranti e rifugiati di Caserta nasce nel 1995 con obiettivi ben precisi: legalità, antirazzismo e quindi integrazione sociale; sono queste le parole chiavi di «un’attività, che dura da 14 anni – racconta Mimma D’Amico, referente dello sportello informativo per immigrati e rifugiati – e che in un primo momento ha visto gli immigrati come semplici destinatari dei servizi dello sportello informativo, fino a diventare punto di riferimento per centinai e centinai di persone molte delle quali sono diventate protagoniste dello sportello stesso».

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  ex-canapificio   

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