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Santa Maria la Nova - Napoli

«La legislazione è attempata» è questo il monito che viene dal vicepresidente di Avviso Pubblico e sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino. Nella sala del Consiglio provinciale di Napoli, sindaci e magistrati, in occasione dei seminari tematici che, sempre accompagnano la Giornata della memoria e dell’impegno di Libera, discutono sull’istituto dello scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose. Nato nel 1991, ha subito una serie di trasformazioni ed evoluzioni; «oggi lo strumento legislativo – dichiara Di Martino – ha prodotto circa 182 decreti di scioglimento di cui un ultimo, di recente, in Campania nella provincia di Avellino». Ma da più voci viene l’invito a cambiare alcuni aspetti della legge che in molte occasioni ha determinato, anche per più di una volta, lo scioglimento dello stesso comune per infiltrazioni mafiose. Una specificazione, quella mafiosa, che in origine non era prevista dalla normativa e che prevedeva lo scioglimento solo in caso di: “atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico”. Soltanto in seguito alla strage di Taurianova, nella Piana di Gioia Tauro, la cui amministrazione era chiaramente ed interamente condizionata dalla criminalità organizzata, l’allora ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli, decise di rimettere la questione all’attenzione del Consiglio dei Ministri. La strage calabrese, datata 3 maggio 1991, fu l’impulso per far approvare il decreto 164 che prevedeva ora la possibilità di sciogliere consigli comunali e provinciali in caso di infiltrazioni di tipo mafioso.

Leggi tutto su http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=6663

Piazza del Plebiscito 150 mila persone hanno invaso via Caracciolo a Napoli. Lo hanno fatto il 21 Marzo 2009, il giorno che Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie – dedica alla memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie. Le “vittime del dovere” le chiama don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, tutte morte per la democrazia e la giustizia di questo paese. Il popolo dell’antimafia ha risposto all’appello di Libera e Avviso Pubblico, segno che davvero ogni anno viene celebrata la memoria ma ci si impegna quotidianamente e costantemente. Nelle scuole e nelle associazioni, nei dibattiti e nelle conferenze, non c’è solo retorica ma anche impegno. Non ci sono solo parole ma anche fatti e persone, azioni e comportamenti che fanno la lotta alla mafia. Tantissime le associazioni che hanno accompagnato i familiari delle vittime innocenti; dalla FAI, federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, l’Udu, unione degli universitari che con la loro musica e le loro danze hanno ricordato i valori dell’antifascimo.”Non è uno scendere in piazza -dichiara Gabriella Stramaccioni, direttrice nazionale di Libera – ma una testimonianza concreta di un lavoro che i ragazzi e gli insegnanti stanno costruendo in questo paese”. Il camminare insieme ha unito tante realtà diverse di territori distanti, come le delegazioni di circa 30 paesi europei, ma accomunati da un unico grande problema: quello della criminalità, che investe ricchezze e si diffonde a macchia d’olio, non soltanto da nord a sud dell’Italia, ma anche in altre parti dell’europa e del mondo. Ed è proprio a loro che don Ciotti si rivolge; ai camorristi, ai mafiosi: “avete carcere che vi aspetta, se avete dei beni prima o poi noi ve li confischiamo tutti. Fermatevi”. Ma il messaggio vale anche per le istituzioni e la politica e denuncia: “no a chi usa la legalità per calpestarla”.

fonte: http://www.youtube.com/user/colonnarotta

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Brevi…a sinistra

A pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio, sale l'allerta della prefettura ed aumentano i controlli delle forze dell'ordine. Ancora una volta è compromesso il normale svolgimento delle funzioni democratiche e seriamente compromessi i diritti di tutti i cittadini di esprimere le loro preferenze senza condizionamenti e costrizioni. Minacce, intimidazioni, liste cancellate e nomi non candidabili sono il risultato di questa prima fase di controllo e monitoraggio.
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