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Il dibattito svoltosi ieri preso la biblioteca comunale di Afragola. Grande partecipazione di istituzioni, forze dell’ordine e società civile

I beni confiscati sono un bene comune. Questo, in estrema sintesi, il messaggio al centro del dibattito svoltosi ieri alla Biblioteca comunale di Afragola. L’incontro, fortemente voluto dall’associazione Libera e dal Consorzio S.O.L.E.  della provincia di Napoli, è stata l’occasione per mettere attorno ad un tavolo, tutti gli attori della complessa vicenda del riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie.

Tra i presenti i referenti regionali di Libera Campania, Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese, Antonio D’Amore, referente provinciale di Libera per Napoli, Davide Pati dell’ufficio di presidenza di Libera, Marco Del Gaudio, magistrato della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli e il giornalista de “Il Mattino” Marco Di Caterino.
Dal momento delle indagini patrimoniali a quello del riutilizzo sociale, magistratura, istituzioni amministrative e terzo settore, sono chiamati ad un grande sforzo di collaborazione e costruzione di sinergie, per combattere la battaglia contro le mafie.

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Esperti ed esponenti dell’associazionismo e del terzo settore per una giornata sul riutilizzo sociale di questi patrimoni

l riutilizzo sociale dei beni confiscati alla luce del nuovo codice Antimafia”. Se ne parlerà ad Afragola il prossimo 12 aprile, presso la biblioteca comunale in via Firenze.

Il convegno-dibattito, fortemente voluto dal coordinamento provinciale di Libera Napoli e dal Consorzio S.O.L.E. della Provincia di Napoli, sarà l’occasione per focalizzare l’attenzione sui problemi relativi al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, connessi alla nuova normativa introdotta con il cosiddetto Codice Antimafia.

Specialmente in relazione ai molti beni confiscati che insistono, ancora inutilizzati, sul territorio del Comune di Afragola. Ci sono beni di ogni sorta, ad Afragola. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie, infatti, risultano, ad oggi, al patrimonio indisponibile del comune unità immobiliari destinate ad uso commerciale o abitativo, ettari di terreni, e decine di aziende.

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La società civile in corteo nella XVII giornata nazionale di Libera. Don Ciotti, “il vero problema è la zona grigia del Paese”

Oltre centomila persone ieri alla “Porta d’Europa”. Associazioni, scuole, istituzioni e cittadini hanno marciato per le vie di Genova nella “XVII Giornata nazionale della memoria e dell’Impegno” ogni anno promossa da Libera e Avviso Pubblico.

Un lungo corteo che da piazza della Vittoria ha raggiunto dopo circa due chilometri piazza Caricamento, dove dal palco si sono alternate le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Circa novecento nomi. Cinquecento i familiari presenti che ogni anno, da quando Libera è nata, accompagnano costantemente la società civile in un percorso di verità e giustizia.

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Il giudice D’Urso: «Ecco la Scampia degli onesti»

 

Resistenza. Non è solo il nome dell’associazione che ha promosso, a Scampia, il primo sportello anticamorra sul territorio. Ma è quanto stanno facendo i cittadini di questo quartiere tristemente noto come luogo di faide e di spaccio di droga. Il che è vero, ma da qualche tempo sono gli onesti che stanno facendo sentire la loro voce. «È la Scampia degli onesti – come ha esplicitato il presidente aggiunto dei Gip di Napoli, Bruno D’Urso, presente all’inaugurazione – che in questi giorni vuole fare sentire la sua voce». Una Scampia, dunque, che torna alla ribalta della cronaca. Questa volta per raccontare una società civile che resiste contro i clan camorristici. Nasce allora il primo sportello anticamorra sul territorio della periferia a Nord di Napoli.

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È il terzo episodio in un mese, il presidio di Libera a Casal di Principe invierà una lettera al prefetto

Scritte ingiuriose, panchine distrutte, un intero parco vandalizzato. Accade a Casal di Principe, nel casertano. Per la terza volta, in poche settimane, l’unico punto di incontro e socializzazione della città casertana, subisce i gesti vandalici di ignoti. Segnali inquietanti che offendono la memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. E si perché il parco, l’unico parco di Casal di Principe, è intitolato a Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. Non solo, ma accanto alla targa in memoria di Salvatore Nuvoletta, carabiniere anch’egli vittima innocente della criminalità camorristica, sono stati disegnati kalashnikov.

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Interventi e testimonianze da tutta l’area metropolitana per rompere il legame politica-camorra

Siamo realisti, chiediamo l’impossibile”. La frase di Che Guevara, citata durante l’Assemblea del Coordinamento Provinciale di Libera Napoli, al di là delle congetture politiche è suonata come richiamo al risveglio delle coscienze. E con l’Assemblea, tenutasi lo scorso mercoledì 23 novembre, si è stati davvero realisti chiedendo quello che forse, oggi, può sembrare impossibile, ma che di fatto non rappresenta altro che quella straordinaria normalità dei comportamenti quotidiani. Comportamenti di cui si fa carico innanzitutto la stessa Libera, fedele a quella semplice esortazione di Don Ciotti, “dobbiamo impegnarci di più tutti”. In molti sono intervenuti al momento assembleare coordinato dai referenti regionali di Libera Campania, Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese.

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A San Cipriano d’Aversa penultima tappa del Festival dell’Impegno civile con i volontari di “E!state Liberi!”

Via Ruffini. San Cipriano d’Aversa. Un pugno di magliette rosse nell’ex villa del boss, oggi sede della cooperativa sociale Agropoli Onlus. Questo lo scenario che ha fatto da sfondo alla penultima tappa del Festival dell’Impegno Civile. L’unica rassegna in Italia, che si svolge interamente nei beni confiscati della provincia di Caserta, si è intrecciata, ieri, con le testimonianze creative dei volontari di Estate Liberi, che anche questa estate, hanno deciso di impegnarsi nei campi estivi sui beni confiscati organizzati da Libera. Cosi quella villa di provenienza illecita, quel bene confiscato alla camorra, quel fabbricato che è segno di chiusura e isolamento di un territorio violentato dalla criminalità organizzata, diventa luogo di aggregazione e condivisione. Proprio in quella villa, dimora del boss, si sono incontrati giovani provenienti da ogni parte d’Italia, disabili e gruppi musicali che si sono esibiti sul piccolo palco allestito nel giardino della villa. Nella stessa giornata di ieri  è stato anche presentato il libro “I volti di Gomorra” di Nicola Baldieri.

Un volume, che raccoglie le fotografie del giornalista e che ritraggono, tra le altre cose, i volti dei camorristi all’atto dell’arresto da parte delle forze dell’ordine. Per l’occasione erano presenti, tra gli altri, soprattutto giornalisti delle “Terre di don Peppe Diana” come Michele Docimo, giornalista di “Notizie Migranti”, Marilena Natale, giornalista della “Gazzetta di Caserta”, Tina Palomba del Corriere di Caserta. Ma anche Paolo Esposito di “Caffè News” e la giornalista de “Il Mattino”, Tina Cioffo. Rappresentanti della stampa, dunque, che hanno preso parte alla tavola rotonda anche per ribadire il ruolo fondamentale dell’informazione nella lotta ai clan.

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A pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio, sale l'allerta della prefettura ed aumentano i controlli delle forze dell'ordine. Ancora una volta è compromesso il normale svolgimento delle funzioni democratiche e seriamente compromessi i diritti di tutti i cittadini di esprimere le loro preferenze senza condizionamenti e costrizioni. Minacce, intimidazioni, liste cancellate e nomi non candidabili sono il risultato di questa prima fase di controllo e monitoraggio.
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