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A San Cipriano d’Aversa penultima tappa del Festival dell’Impegno civile con i volontari di “E!state Liberi!”

Via Ruffini. San Cipriano d’Aversa. Un pugno di magliette rosse nell’ex villa del boss, oggi sede della cooperativa sociale Agropoli Onlus. Questo lo scenario che ha fatto da sfondo alla penultima tappa del Festival dell’Impegno Civile. L’unica rassegna in Italia, che si svolge interamente nei beni confiscati della provincia di Caserta, si è intrecciata, ieri, con le testimonianze creative dei volontari di Estate Liberi, che anche questa estate, hanno deciso di impegnarsi nei campi estivi sui beni confiscati organizzati da Libera. Cosi quella villa di provenienza illecita, quel bene confiscato alla camorra, quel fabbricato che è segno di chiusura e isolamento di un territorio violentato dalla criminalità organizzata, diventa luogo di aggregazione e condivisione. Proprio in quella villa, dimora del boss, si sono incontrati giovani provenienti da ogni parte d’Italia, disabili e gruppi musicali che si sono esibiti sul piccolo palco allestito nel giardino della villa. Nella stessa giornata di ieri  è stato anche presentato il libro “I volti di Gomorra” di Nicola Baldieri.

Un volume, che raccoglie le fotografie del giornalista e che ritraggono, tra le altre cose, i volti dei camorristi all’atto dell’arresto da parte delle forze dell’ordine. Per l’occasione erano presenti, tra gli altri, soprattutto giornalisti delle “Terre di don Peppe Diana” come Michele Docimo, giornalista di “Notizie Migranti”, Marilena Natale, giornalista della “Gazzetta di Caserta”, Tina Palomba del Corriere di Caserta. Ma anche Paolo Esposito di “Caffè News” e la giornalista de “Il Mattino”, Tina Cioffo. Rappresentanti della stampa, dunque, che hanno preso parte alla tavola rotonda anche per ribadire il ruolo fondamentale dell’informazione nella lotta ai clan.

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Il gruppo di “Estate Liberi” in provincia di Napoli fa tappa a Giugliano in visitia alla discariche della camorra

Anche quest’anno Estate Liberi in provincia di Napoli fa tappa a Giugliano. Anche quest’anno si compie il “munnezza tour”. Ebbene sì, nonostante i proclami e le dichiarazioni ufficiali, l’emergenza rifiuti non è terminata. Basti dire che le discariche abusive della camorra, nella provincia di Napoli, sono perfettamente funzionanti a differenza dell’inceneritore di Acerra, un mostro dormiente che rappresenta il simbolo di una gestione scellerata di fondi, oltre che una non volontà politica di risoluzione della questione rifiuti in Campania.

Che la “munnezza” è ancora un problema, se ne sono accorti anche i ragazzi del campo estivo di Libera. I giovani volontari, che sono ospitati dalla Casa della Pace e della Nonviolenza nel bene confiscato a Castellammare di Stabia, sono stati oggi impegnati in un “giro turistico”, visitando innanzitutto il Cea (Centro di educazione ambientale) ottenuto a seguito di una rivalutazione ambientale e che è centro di interesse per scuole e istituti, poi le discariche più o meno abusive della provincia di Napoli. E già, più o meno abusive perché molte delle discariche illegali, realizzate e avallate dalla camorra, sono poi sovrastate da una serie di siti di stoccaggio cosiddetti legali, insomma voluti dallo Stato.

La sensazione è che questo luogo della “Repubblica Italiana”, sia stato completamente dimenticato. Lo Stato non è presente; alle istituzioni non interessa sapere che Giugliano, ogni sera, brucia. Lungo le strade giuglianesi, costeggiando terreni che ingurgitano tonnellate di rifiuti, sono infatti riversati altri materiali che formano quello che viene definito dagli esperti, il letto di combustione.

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Dalla loggia camorristica all’alloggio per migranti, l’Ashram Santa Caterina accoglie i volontari del quarto campo di lavoro di Libera Campania

 

Ashram Santa CaterinaI beni confiscati alla camorra sono tornati ai cittadini e alle istituzioni. È questo il sentimento che si è diffuso tra i volontari di questo quarto campo di volontariato, dal 28 luglio al 6 agosto, organizzato da Libera Campania. Lo scenario è stato quello del quartiere di Santa Caterina, che a Castellammare di Stabia era sinonimo di camorra, spaccio di droga e prostituzione. Nell’appartamento della donna del clan, “Lady Cocaina” oggi sorge l’Ashram Santa Caterina, una casa alloggio per la popolazione immigrata del quartiere gestita dalla Casa della Pace e della Non Violenza. La palazzina che si erge su via Santa Caterina, un tempo roccaforte degli affari illeciti del clan D’Alessandro, ancora sovrasta gli stretti vicoli con tutta la sua imponenza ma come simbolo di accoglienza e legalità. La realtà dell’Ashram è come un faro sul territorio stabiese. Una realtà che meglio rappresenta, in Campania, la naturale prosecuzione di un percorso che tutti i beni confiscati dovrebbero seguire. Dalla confisca al suo riutilizzo sociale l’appartamento, del locale clan camorristico, ha realizzato la sua completa trasformazione sociale. Ciò si è manifestato anche attraverso la pronta disponibilità dei gestori del bene che subito hanno accolto la richiesta di realizzare presso di loro il campo di volontariato. Un edificio che si estende su tre piani e al culmine un terrazzo dal quale si può vedere ad ovest il mare e ad est il castello medioevale. Un luogo panoramico di rara bellezza invaso dai volontari che, in occasione del campo di lavoro, ne hanno ripristinato e ridipinto le mura. Dieci giorni all’insegna del lavoro e della formazione. A metà strada tra lavoratori edili e divulgatori, i volontari hanno costruito un muro della legalità i cui mattoni si chiamano comprensione, cultura, memoria ed impegno.

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A pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio, sale l'allerta della prefettura ed aumentano i controlli delle forze dell'ordine. Ancora una volta è compromesso il normale svolgimento delle funzioni democratiche e seriamente compromessi i diritti di tutti i cittadini di esprimere le loro preferenze senza condizionamenti e costrizioni. Minacce, intimidazioni, liste cancellate e nomi non candidabili sono il risultato di questa prima fase di controllo e monitoraggio.
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