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A rischio chiusura l’Ashram Santa Caterina

La Casa della Pace e della Nonviolenza rischia la chiusura. L’associazione, che da anni si batte sul territorio di Castellammare di Stabia a favore della popolazione immigrata, non ha più risorse sufficienti per la realizzazione delle sue attività. A denunciarlo è lo stesso presidente dell’ “Asharam Santa Caterina”, Maurizio Somma. L’impegno della casa-alloggio ha inoltre un valore aggiunto straordinario in quanto concretizza quella fondamentale realtà del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra. Sede infatti della Casa della Pace e della Nonviolenza (CPN) è proprio un bene sequestrato e confiscato al clan D’Alessandro, egemone sul territorio stabiese. La palazzina sottratta al clan, che si erge sulle strette strade del quartiere di “Santa Caterina”, è oggi centro di inclusione sociale e vera e propria fucina di legalità. Probabilmente ancora per poco. Si perché da quando la CPN ha ottenuto, con bando pubblico il bene in questione, tutti i lavori necessari a rendere i locali funzionali alle attività programmate, sono stati pagati con i soldi personali dei volontari e del presidente dell’ “Asharam”.  Un impegno economico, era facile prevederlo, che non si sarebbe potuto protrarre per sempre. Sarebbe stato necessario, tanto per fare un esempio, che il Comune di Castellammare di Stabia si attivasse per attrarre finanziamenti europei di pronta utilizzazione per ripristinare beni confiscati fatiscenti.

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Dalla loggia camorristica all’alloggio per migranti, l’Ashram Santa Caterina accoglie i volontari del quarto campo di lavoro di Libera Campania

 

Ashram Santa CaterinaI beni confiscati alla camorra sono tornati ai cittadini e alle istituzioni. È questo il sentimento che si è diffuso tra i volontari di questo quarto campo di volontariato, dal 28 luglio al 6 agosto, organizzato da Libera Campania. Lo scenario è stato quello del quartiere di Santa Caterina, che a Castellammare di Stabia era sinonimo di camorra, spaccio di droga e prostituzione. Nell’appartamento della donna del clan, “Lady Cocaina” oggi sorge l’Ashram Santa Caterina, una casa alloggio per la popolazione immigrata del quartiere gestita dalla Casa della Pace e della Non Violenza. La palazzina che si erge su via Santa Caterina, un tempo roccaforte degli affari illeciti del clan D’Alessandro, ancora sovrasta gli stretti vicoli con tutta la sua imponenza ma come simbolo di accoglienza e legalità. La realtà dell’Ashram è come un faro sul territorio stabiese. Una realtà che meglio rappresenta, in Campania, la naturale prosecuzione di un percorso che tutti i beni confiscati dovrebbero seguire. Dalla confisca al suo riutilizzo sociale l’appartamento, del locale clan camorristico, ha realizzato la sua completa trasformazione sociale. Ciò si è manifestato anche attraverso la pronta disponibilità dei gestori del bene che subito hanno accolto la richiesta di realizzare presso di loro il campo di volontariato. Un edificio che si estende su tre piani e al culmine un terrazzo dal quale si può vedere ad ovest il mare e ad est il castello medioevale. Un luogo panoramico di rara bellezza invaso dai volontari che, in occasione del campo di lavoro, ne hanno ripristinato e ridipinto le mura. Dieci giorni all’insegna del lavoro e della formazione. A metà strada tra lavoratori edili e divulgatori, i volontari hanno costruito un muro della legalità i cui mattoni si chiamano comprensione, cultura, memoria ed impegno.

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Luigi Tommasino Un altro agguato di camorra si è consumato ieri, 3 febbraio, a Castellammare di Stabia. Nel mirino questa volta il consigliere comunale Luigi Tommasino che si è accasciato sul volante della propria auto, dopo che vari colpi di arma da fuoco lo hanno colpito alla testa e alle braccia. Nell’auto c’era anche il figlio di Tommasino che è rimasto illeso. Numerose le ipotesi degli inquirenti che non escludono neanche la pista estorsiva. Infatti Tommasino gestiva un negozio di camice e cravatte che già qualche tempo fa subì un incendio la cui causa non è stata mai chiarita. L’Assessore alle Politiche Sociali, Mariella Parmendola, ha espresso piena fiuducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura, e descrive il collega Tommasino come una persona tranquilla che anche nell’ultimo consiglio comunale ha dato l’impressione di essere una persona serena, nulla che lasciasse presagire quanto poi è accaduto nelle prime ore del pomeriggio di ieri.

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A pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio, sale l'allerta della prefettura ed aumentano i controlli delle forze dell'ordine. Ancora una volta è compromesso il normale svolgimento delle funzioni democratiche e seriamente compromessi i diritti di tutti i cittadini di esprimere le loro preferenze senza condizionamenti e costrizioni. Minacce, intimidazioni, liste cancellate e nomi non candidabili sono il risultato di questa prima fase di controllo e monitoraggio.
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