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Affidamenti in economia e procedimenti in somma urgenza per imprese che abbiano denunciato il pizzo
È stata presentata, venerdì scorso, la prima delibera antiracket del Comune di Napoli. Il provvedimento, che porta la firma dell’Assessore alla Sicurezza e Beni Confiscati, Giuseppe Narducci, prevede una serie di meccanismi premiali a favore di quelle imprese che abbiano denunciato il racket. Una “white list”, per cosi dire, dalla quale il Comune di Napoli, da ora in poi, attingerà per la selezione degli operatori economici e imprese, specialmente per quanto concerne l’affidamento di lavori, servizi e forniture in economia o attraverso procedimenti in somma urgenza. Un ambito, quello degli affidamenti in economia e dei procedimenti in somma urgenza, assai insidioso, per certi versi, sicuramente rischiosi in certi territori. Perché, la legge nazionale, in questi casi opera una semplificazione, liberando i processi decisionali dal vincolo della gara d’appalto tipica.

Le associazioni antiracket di Napoli hanno incontrato, lo scorso 27 febbraio, il presidente nazionale di Libera, don Luigi Ciotti, insieme a Tano Grasso, presidente onorario della Fai. L’incontro, che si è svolto nelle stanze del “Coordinamento Antiracket”, ha visto anche la partecipazione dei referenti regionali di Libera Campania, don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza e della presidente dell’associazione “San Giovanni a Teduccio per la legalità”, Silvana Fucito. Presenti anche i rappresentanti di realtà associative nuove, in territori in cui la lotta al pizzo è particolarmente difficile, come quelle di Trentola Ducenta e di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano. Ancora un passo è stato compiuto verso il 21 marzo; un’impronta importante, quella lasciata dal mondo dell’ antiracket napoletano, «che rappresentano sempre l’eccezione in Italia, in una realtà in cui il numero delle denuncie è assolutamente incommensurabile rispetto ad altre, però – denuncia Tano Grasso – avvertiamo nel nostro lavoro un’attenuazione di questa spinta.
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