Stai sfogliando l'archivio mensile di febbraio 2012.

Dallo spaccio di droga all’estorsione, al controllo nel settore della ristorazione e del turismo, la Direzione nazionale antimafia traccia il profilo della camorra flegrea

Sono otto i riferimenti all’area flegrea su circa 736 pagine. Forse pochi, forse non specifici. Ma accanto ad ognuno di questi si racconta di una camorra imprenditrice fortemente radicata sul territorio dei Campi Flegrei. È quanto emerge dalla relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia che traccia il profilo di una camorra che investe e che fa affari e che in silenzio, anche se non sempre, intreccia legami con i poteri politico-istituzionali locali.

Insomma per niente una camorra di basso profilo, ma la stessa consorteria criminale che è presente sul resto del territorio campano e nazionale. Una relazione, quella della Procura nazionale antimafia, particolarmente interessante, per il territorio flegreo, in quanto maggiormente dettagliata rispetto agli ultimi due anni. Si legge, ora, di una camorra e di una classe politica e imprenditoriale locale, e non solo, che sottrae occasioni di sviluppo economico e sociale nei Campi Flegrei.

Due i comuni interessati dall’analisi effettuata dai magistrati antimafia; il comune di Quarto e quello di Pozzuoli. Ma andiamo con ordine.

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Dal business dei rifiuti alle amministrazioni locali. L’analisi della procura nazionale antimafia racconta gli affari criminali dei clan in Campania prima e dopo l’arresto di Michele Zagaria, l’ultimo dei latitanti Casalesi catturato nel 2011

“È ormai manifesta una camorra che non solo mortifica le iniziative economiche che lecitamente si cerca di intraprendere in determinati territori a rischio di infiltrazione mafiosa, ma che con il suo agire determina effetti perniciosi per la salute della collettività.” Questa la sintesi della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia che fotografa la situazione campana.

Il consueto rapporto della Procura nazionale, quest’anno, traccia una descrizione assai composita di quello che la camorra rappresenta sul territorio campano, oltre le influenze che questa ha sia internamente che esternamente.

Ma un dato è finalmente lampante. Quello del business dei rifiuti. Un affare, quello dello smaltimento illecito, che la Procura Nazionale Antimafia non esita a definire come la principale fonte illecita di risorse economiche per la camorra che risulta essere l’unica vera organizzazione criminale operante in tale settore. Non solo; secondo la DNA la camorra è l’unica organizzazione criminale che tende al controllo del territorio non solo per gestire il circuito di smaltimento ma per renderlo “ricettacolo dei rifiuti”

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Corona, associazione (R)esistenza: questa non è “terra di nessuno” proviamo a riprendercela ogni giorno con i cittadini onesti e le istituzioni

La notizia di un coprifuoco imposto dalla camorra sul tristemente noto quartiere di Scampia ha scatenato una reazione a catena sul web. Un Tweet della deputata del Pd, Pina Picierno, invita ad occupare il territorio per liberarlo dalla camorra. Sulla questione abbiamo chiesto a Ciro Corona, presidente dell’associazione “(R)esistenza”, cosa ne pensa. Corona è anche espressione di realtà associative e cooperative che da tempo sono presenti sul territorio e lavorano sui temi della legalità e della integrazione sociale. Sono li giorno dopo giorno collaborando con i cittadini onesti e con le istituzioni dando impulso, da tempo, ad un percorso di riscatto di questo lembo di terra della periferia nord di Napoli.

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A pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio, sale l'allerta della prefettura ed aumentano i controlli delle forze dell'ordine. Ancora una volta è compromesso il normale svolgimento delle funzioni democratiche e seriamente compromessi i diritti di tutti i cittadini di esprimere le loro preferenze senza condizionamenti e costrizioni. Minacce, intimidazioni, liste cancellate e nomi non candidabili sono il risultato di questa prima fase di controllo e monitoraggio.
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