Osservatorio permanente sui beni confiscati alla camorra. Pubblicato su www.liniziativa.net
Tessile ed economia partecipata: un bene confiscato diventa sartoria sociale

foto di Daniele Rippa
Castel Volturno, Viale del Correggio. Uno di quei posti che potrebbe essere facilmente bollato come “dimenticato da Dio”. E invece, al civico 13, in una villetta confiscata alla camorra, oggi si alimentano sogni. È la “Casa di Alice”, costola della ben nota associazione “Jerry Essan Masslo” guidata dall’ex sindaco di Casal di Principe Renato Natale, e da anni impegnata sul fronte dello sfruttamento camorristico di immigrati. I sogni, nella “Casa di Alice”, sono tangibili e hanno la consistenza di stoffe pregiate, provenienti dall’Africa, e i colori di quelle terre a sud del mondo. Il bene confiscato, infatti, è riutilizzato socialmente dal 2010 ed è sede di una sartoria sociale che produce abiti e gadget.
«La cosa più imbarazzante è stato doverlo spiegare perfino a mia madre. A un certo punto ho fatto un po’ di fatica a convincerla che suo figlio, tutto sommato, era un persona per bene». Un aneddoto personale metafora di un assalto alla giustizia che in questi ultimi 18 anni ha cambiato gran parte della storia di questo Paese. Con questa premessa inizia il libro “Assalto alla giustizia” presentato il 17 gennaio a Napoli. In compagnia del procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, autore del libro (scritto insieme al figlio, il giornalista Stefano Caselli) ripercorriamo motivi e conseguenze di questo assedio alla toga, raccontato in prima persona dal magistrato.
Sale ancora il debito di giustizia dell’Italia. La Camera dei Deputati ha respinto giovedì 12 gennaio la richiesta d’arresto nei confronti del deputato del Pdl, Nicola Cosentino. Il provvedimento, che era stato inviato dal Gip Egle Pilla lo scorso 5 dicembre 2011, non ha convinto, per usare un eufemismo, i 309 deputati che hanno votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cosentino. E non è la prima volta che una richiesta di questo genere viene inoltrata al Presidente della Camera. Già nel Novembre del 2009 il Gip Raffaele Piccirillo inviava la richiesta di autorizzazione a procedere proprio nei confronti del deputato e coordinatore regionale campano del Pdl, nell’ambito di una più vasta inchiesta anche sulla società Eco4 s.p.a.
Le cronache ormai la definiscono terra di camorra. Oggi si inaugura il primo sportello anticamorra. Ma che cos’è la camorra a Scampia e chi difende questo quartiere dalla criminalità?
Resistenza. Non è solo il nome dell’associazione che ha promosso, a Scampia, il primo sportello anticamorra sul territorio. Ma è quanto stanno facendo i cittadini di questo quartiere tristemente noto come luogo di faide e di spaccio di droga. Il che è vero, ma da qualche tempo sono gli onesti che stanno facendo sentire la loro voce. «È la Scampia degli onesti – come ha esplicitato il presidente aggiunto dei Gip di Napoli, Bruno D’Urso, presente all’inaugurazione – che in questi giorni vuole fare sentire la sua voce». Una Scampia, dunque, che torna alla ribalta della cronaca. Questa volta per raccontare una società civile che resiste contro i clan camorristici. Nasce allora il primo sportello anticamorra sul territorio della periferia a Nord di Napoli.
La cronaca
Scritte ingiuriose, panchine distrutte, un intero parco vandalizzato. Accade a Casal di Principe, nel casertano. Per la terza volta, in poche settimane, l’unico punto di incontro e socializzazione della città casertana, subisce i gesti vandalici di ignoti. Segnali inquietanti che offendono la memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. E si perché il parco, l’unico parco di Casal di Principe, è intitolato a Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. Non solo, ma accanto alla targa in memoria di Salvatore Nuvoletta, carabiniere anch’egli vittima innocente della criminalità camorristica, sono stati disegnati kalashnikov.







